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La forza dell’imperfezione per lanciare il Bologna nel futuro. A Napoli per aprire finestre di luce sul suo percorso

Il Bologna contro il Milan ha giocato una discreta partita in condizione di parità numerica, una buona partita in 10 contro 11 e una eccellente partita in 9 contro 11: questo dovrebbe far riflettere Mihajlovic sulle potenzialità di una squadra che fin qui – in 9 giornate – ha toppato di brutto due partite, a San Siro con l’Inter e a Empoli, 10 gol sul groppone, praticamente la metà dei gol subiti finora (19). Ma per il resto ha sempre fatto il suo dovere, sbagliando mai l’atteggiamento. Bologna-Milan e Roma-Napoli, con modalità diverse, sono state le partite più belle della 9ª giornata. Quelle con più qualità complessiva e diffusa. 

Il Bologna è una squadra imperfetta e forse – non suoni come un paradosso – è la sua vera forza. Mihajlovic sta cercando di dare equilibrio ad una squadra per sua natura squilibrata, perciò imprevedibile e capace di tutto: chi avrebbe potuto immaginare un Bologna in grado di risalire le pareti di ghiaccio in svantaggio 2-0 e andare a pareggiare? Arriviamo a dire – non è un azzardo – che per almeno mezzora il Bologna visto contro il Milan – per organizzazione – è stato persino migliore di quello che ha messo sotto 3-0 la Lazio. L’inferiorità numerica ha avuto il merito di caricare di responsabilità giocatori che solitamente le responsabilità le scansano, ma non per indolenza, proprio perché delegano ad altri il compito. 

E’ un campionato strano, quello che ormai è ad 1/4 del suo tragitto; un campionato senza padroni (lo sono formalmente Napoli e Milan, ma anche dalle rivali non vengono avvertite come tali) perché ha perso certezze, vedi alla voce Juventus – ormai fuori dai giochi-scudetto – e Inter, incapace di gestire una qualsivoglia situazione di vantaggio. In prospettiva bolognese questo può diventare un campionato bellissimo, proprio perché porta in dote una democrazia che nell’ultimo decennio non è mai esistita. 

La classifica attuale, il 9° posto con i 12 punti in coabitazione con l’Empoli, può rivelarsi piedistallo o fossa o – peggio ancora – stagno su cui galleggiare. Perché diventi piedistallo è necessario che la squadra di Mihajlovic continui a giocare esattamente come ha fatto finora, con una proiezione finale che – con questa media – si attesterebbe sui 49-50 punti. Tanti, tantissimi. Giovedì sera a Napoli il Bologna ha la possibilità di rimescolare le carte alla corsa-scudetto e – perché no – aprire finestre di luce sul suo percorso.

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