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A San Siro Bologna molle e con poche idee. Tomiyasu non è un centrale, urge una punta

Ripetiamo insieme: Tomiyasu non può giocare centrale, Tomiyasu non può giocare centrale, Tomiyasu non può…vabbè, avete capito. Ibra – parole sue – poteva segnarne quattro, di gol. Vero. Questo è il primo problema: manca un difensore lì in mezzo, uno che faccia da piedistallo all’esperienza (si dice sempre così degli over 30 no?) di Danilo, che di anni ne ha 36 e ogni tanto ha il tom-tom che si inceppa e lo manda a girare per rotonde. Ripetiamo insieme: senza centravanti non si va da nessuna parte, senza centravanti non si va…vabbè, avete capito anche stavolta, con buona pace di Santander e in attesa del tanto celebrato (troppo?) Supryaga, che comunque se e quando arriverà dovrà capire dov’è piombato, ambientarsi, prendere confidenza con i compagni e con gli schemi di Mihajlovic. Insomma: ci vorrà tempo. E questo è il secondo (grosso) problema del Bologna: la mancanza di una punta che dia fiato a Barrow.

Due buchi pesanti in una squadra che a San Siro è parsa molle («Sei mollo/Sei mollo», diceva Malesani), con poche idee, persino penalizzata dalla presenza/assenza di Orsolini, che rischia di diventare un (altro) problema. Orso non è più Orso. Non lo è da un po’, lo sappiamo, ma sempre di più si è allontanato dall’esterno che luccicava nella prima parte della scorsa stagione. Forse fa parte della crescita fisiologica di un ragazzo di 23 anni che non è ancora riuscito a dare continuità al proprio rendimento, ma la sensazione è che la situazione possa sfuggire di mano. Dovrà essere bravo Mihajlovic a ricomporre il puzzle di un talento che è entrato nel giro azzurro ma da allora è finito in un loop, dove gli scatti sono spesso fuori tempo e i dribbling non riescono più come una volta.

Ok, il Milan fa un altro campionato e una sconfitta a San Siro rientra nell’ordine delle cose, come il fatto di non trovare parcheggio in centro il sabato sera o la serena certezza di andare a secco se il tuo competitor in love è Brad Pitt (ma dove? ma quando?). In ogni caso, qualche segnale la prima del Bologna l’ha dato. Segnali su cui vale la pena soffermarsi e riflettere. Squadra ancora incompleta, fragile, smunta, urgono rinforzi – almeno un paio di peso – dal mercato, rebus Orsolini da risolvere, Dominguez non si è ancora capito se ha la personalità per prendere in mano il centrocampo o se invece si limita a traccheggiare, 34ª partita consecutiva chiusa subendo almeno un gol, poi nessuno venga a far finta di sorprendersi. Ripetiamo insieme: Tomiyasu non è un centrale. Ripetiamo insieme: senza un centravanti vero non si va da nessuna parte.

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