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Bologna, la storia non si dimentica: il ricordo di Angelo Schiavio e Giuseppe Gazzoni Frascara

Nella mattinata di oggi ho deciso di riavvolgere il nastro e andare a ritroso negli anni, per ricordare, nel giorno del loro compleanno, due personaggi che hanno scritto il proprio nome nella storia del Bologna. Infatti il 15 Ottobre sono nate due icone della storia di questo club: Angelo Schiavio e Giuseppe Gazzoni Frascara.

Epoche e tempi differenti, ma entrambi gli uomini sono accomunati da un aspetto: l’aver lasciato un ricordo indelebile nella mente di ogni tifoso e amante dello sport. Oggi riporterò il proprio periodo con i colori rossoblù cuciti addosso, rimembrando le loro gesta, che gran parte del popolo bolognese avrà piacere di ripercorrere.

Gazzoni Frascara: da Zac a Ulivieri fino a Baggio e Signori

Il noto imprenditore Giuseppe Gazzoni Frascara ha legato il proprio nome alle sorti del Bologna guidando il club come presidente dal 1993 al 2001 e successivamente come proprietario fino al 2005. La sua storia sotto i Portici iniziò per l’appunto nel 1993 quando non esitò, insieme ad altri imprenditori, a rilevare il club per circa 8 miliardi di lire dal fallimento della gestione precedente che  aveva fatto spronfondare il club in C1.

Fondamentali le sue prime mosse che prevedevano: Pecci come ds, Zaccheroni in panchina, oltre a Montezemolo come presidente onorario. Infatti ad una prima stagione tutto fuorché esaltante, fece seguito il periodo con Ulivieri che portò i felsinei ad effettuare il doppio salto di categoria, consentendo agli emiliani di tornare in Serie A nel 1996.

Giuseppe Gazzoni e Renzo Ulivieri (ph. bolognafc.it)

Nella massima divisione nazionale Gazzoni Frascara non badò a spese portando sotto i Portici giocatori come Baggio, Signori, Pagliuca, Marocchi, Nervo e tanti altri. Inevitabile quindi l’ascesa poderosa da parte del Bologna, che crebbe inesorabilmente dentro e fuori il confine.

Infatti in quegli anni il Bologna vinse l’Intertoto e arrivò anche in semifinale di Coppa Uefa con Carletto Mazzone. Sotto le due Torri la fibrillazione divenne palpabile, anche perché venne sfiorata persino la qualificazione in Champions League. Poco dopo iniziò il periodo di declino, che raggiunse il culmine nello spareggio contro il Parma che decretò la retrocessione in Serie B.

L’imprenditore ha segnato comunque un epoca e lasciato un ricordo indelebile in tutto l’ambiente, come dimostrano le manifestazioni d’affetto nei suoi confronti da diversi personaggi di spicco.

Angelo Schiavio, icona gentile: “Giocare per il Bologna è un onore”

Il 15 Ottobre, come anticipato in precedenza, è anche il giorno di nascita di Angelo Schiavio, icona del Bologna e non soltanto per i 242 gol in 348 partite. Scrivo icona gentile perché per il club ha rappresentato molto di più di questi numeri appena riportati. Infatti, come segnalò Repubblica, ricordando i trent’anni dalla sua scomparsa ( 17 settembre 1990)”le cifre non mettono a fuoco la generosità di un uomo che per tutti gli anni in cui servì il Bologna, dal 1920 al 1938, non chiese mai di esser pagato”.

Angelo Schiavio (ph. bolognafc.it)

Tutto ciò perché egli aveva già un impiego. Infatti quest’ultimo lavorava in una bottega, la ditta di abbigliamento e tessuti Schiavio-Stoppani. Per lo storico calciatore del Bologna indossare i gloriosi colori rossoblù era più un onore che un lavoro, come dichiarato da lui stesso.

Ho già un lavoro che mi impegna, giocare per il Bologna è solo un onore”, queste le sue parole, riportate dal medesimo giornale sopracitato. La svolta come calciatore arrivò nel lontano 31 dicembre 1922, in una doppia amichevole a Salerno. In quell’occasione il tecnico Hermann Felsner lanciò un promettente giovane di soli 17 anni, Schiavio per l’appunto.

Quest’ultimo si presentò subito benissimo, come attestano i numeri, a dir poco roboanti: 3 gol in due partite consecutive. E’ senza dubbio questo l’incipit  di una carriera gloriosa che ha portato a Bologna quattro scudetti (1924-1925, 1928-1929, 1935-36 e 1936-37) e due Coppe Mitropa ( 1931-32 e 1933-34). L’apice della propria carriera lo ha raggiunto senza dubbio nel 1934 quando diventò campione del Mondo con la Nazionale di calcio.

Importante quindi ricordare questa data, che al Bologna rimembra gloriosi ricordi: la storia non si cancella.

Angelo Schiavio in azione (ph. bolognafc.it)

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