Resto del Carlino - Bertolucci: "Bologna mi sembrava Los Angeles"

L'ex tennista e campione italiano racconta il suo approdo a Bologna

Scritto da Federico Bugani  | 

Giorgio Neri fù la persona che vedendo giocare per la prima volta Paolo Bertolucci nei campi di Forte dei Marmi se ne innamorò e riuscì a convincere i genitori a lasciarlo partire per Bologna, il ragazzo aveva 11 anni ed era già di grande talento. "Appena arrivai mi sembrava di essere a Los Angeles, mi servirono la cena con i guanti bianchi in una bellissima depandance, per me era tutto nuovo. A Bologna ci allenavamo tutti i giorni sui campi della Virtus ed il primo ragazzo che conobbi fù Dado Lombardi, un ex  cestista di livello, da li iniziai a guardare sempre la Virtus allenarsi e tutt'ora sono simpatizzante." 

A 16 anni Bertolucci approdò nel grande tennis e nel 1976 riuscì a portare a casa la famigerata coppa Davis direttamente dal Cile. "Pasta kid, è così che mi chiamavano, quel soprannome mi è stato dato da un giornalista sportivo americano che sintetizzava le mie doti tennistiche con il fatto che amassi la pasta, amore che ho imparato proprio a Bologna. La coppa la vincemmo nel duo io e Panatta e come provocazione contro il dittatore Pinochet ricordo che gocammo con una maglia rossa, provocazione che andò a segno. A Bologna sono ancora molto legato e devo dire che dopo aver girato il mondo, mi rendo conto che il fascino di questa città ha pochi eguali."


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