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Un mercato ricco di decorazioni ma al Bologna mancano ancora il difensore e l’attaccante

In una squadra che ha chiuso il campionato subendo 65 reti la priorità è (dovrebbe essere) l'acquisto di un difensore centrale, ma a poco più di una settimana dall'inizio del campionato quella certezza – lì dietro – il Bologna non ce l’ha. Sono arrivati invece due terzini, uno destro, il 32enne Lorenzo De Silvestri, e uno sinistro, un ragazzo di belle speranze, Aaron Hickey, scozzese classe 2002. Sabatini – a proposito di quest'ultimo – nel tentativo di sottolineare il prestigio dell’acquisto, dice che il Bologna l'ha strappato al Bayern Monaco. Ok, ricordiamo di sfuggita che Nagy (già nazionale ungherese) all'epoca venne soffiato a una concorrenza di dieci dicesi dieci squadre, compresi un paio di top club europei (così raccontarono a Casteldebole). Coperte le fasce, e va bene, ma il problema del centrale resta, tanto che una delle ipotesi al vaglio – con Medel fuori per un po’ – è quella di spostare in mezzo Tomiyasu, che in realtà il meglio lo dà sulla fascia e che quando è stato impiegato da centrale ha evidenziato parecchie smagliature.

Siamo partiti dalla mancanza di un centrale difensivo per dirvi che il mercato del Bologna – per ora – somiglia alle famose decorazioni dei Teletubbies: c’è la ciliegina (Vignato può diventarlo, su Hickey bisogna fidarsi di Sabatini); ma l’equazione che sta alla base del problema – una difesa in deficit – non è ancora stata risolta. Non è cosa di poco conto, confidiamo in un colpo di coda dei rossoblù. Però lo sappiamo: sarà – e questo vale per quasi tutti – un mercato di pochi scambi, tanti baratti, senza sprechi o azzardi, perché soldi in giro ce ne sono pochi e parlare di investimenti – visti i tempi grami – non è proprio il caso. Sarà un mercato dettato dall’esigenza di vendere. E per il Bologna non è una novità. Capita così ormai da anni e qualcuno dovrebbe porsi una domanda. Come mai l’organico è stato gonfiato a dismisura? Se ne avvertiva l'urgenza? Come è possibile avere ancora sul groppone i contratti di gente come Falletti e Donsah, per dirne due, che sono già stati bocciati e ribocciati più volte? 

Forse allora i club più virtuosi di fascia media – e dentro c’è sicuramente il Bologna – dovranno affidarsi alle intuizioni dei loro uomini-mercato, che saranno bravi e belli se scopriranno un altro Tomiyasu e un po’ meno se porteranno a casa – per esempio – un Denswil. Difesa da sistemare, quindi. Da rinforzare rendendola più forte, più solida, più capace di garantire certezze a Mihajlovic. Quella è la priorità, quella è la prima necessità: siamo tutti d'accordo, o no? 

Nel mentre anche in attacco qualcosa bisogna fare. I tre migliori cannonieri del Bologna sono stati Barrow (9 gol) Orsolini (8) e Palacio (7): totale 24 gol, poco più (3 gol) del solo Ciccio Caputo (21 reti), centravanti di un Sassuolo che ha portato in doppia cifra altri due giocatori, Berardi e Boga. Quindi a nessuno venga in mente di paragonare la potenza di fuoco del Sassuolo – per dire di una squadra media pronta ad accelerare e a scalare la classifica – con quella del Bologna. L'ultimo rossoblù a finire in doppia cifra è stato Verdi – che attaccante puro non è – due anni fa con 10 gol. Aspettando la crescita di Barrow, sono anni che il club non riesce ad azzeccare l'acquisto di un centravanti puro.

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