Bologna, mercato ricco di scommesse (quasi tutte perse) e cattiva gestione dei momenti chiave del match: così tornare in Europa è durissima. Bologna Sport News (Foto di Getty Images Via OneFootball)
Momento delicatissimo in casa Bologna. Vendere i migliori e sostituirli con scommesse non sempre ripaga. Anche la gestione dei momenti chiave deve essere rivista. Il commento nel nostro editoriale
“Houston abbiamo un problema”, anzi due. Una delle frasi più famose della storia dell’esplorazione spaziale è del tutto attuale in casa Bologna. La formazione di Vincenzo Italiano vive una crisi di risultati piuttosto probante, che sta mettendo a repentaglio quanto di buono mostrato nel corso degli ultimi anni. Al di là delle decisioni arbitrali controverse di Genova, il momento è complicato; ecco perchè ricondurre il tutto a degli errori arbitrali, rischia di distogliere l’attenzione da quelle che sono le reali problematiche.
Per quanto faccia male sentirselo dire le decisioni arbitrale sono episodi; un giorno possono favorire te e il giorno dopo l’avversario. Inutile rimuginare su un qualcosa che non dipende da sé stessi. Anche perché i problemi sono ben altri: il Bologna ha raccolto sei punti in dieci partite e l’arbitro di certo non centrale, inutile perciò trovare alibi. Gli emiliani sono sicuramente una delle società in rampa di lancio in Serie A: due qualificazioni europee e un trofeo ne sono la dimostrazione, tuttavia forse il mercato, almeno per quest’anno, non è andato di pari passo con questa crescita.
Lungi da me essere ripetitivo, poiché non è certo la prima volta che affronto questo tema, ma vendere spesso i migliori per poi rimpiazzarli con scommesse non ripaga. Inutile indorare la pillola o fare giri di parole; tant’è vero che l’apporto dei nuovi arrivati è stato pressoché nullo. Gli acquisti si possono anche sbagliare, anche per la legge dei grandi numeri, anche perché è impensabile trovare sempre calciatori funzionali al progetto tecnico e con le giuste tempistiche…Tuttavia scommettendo troppe volte su giovani talenti, a fronte di cessioni di pezzi pregiati, rischia di essere controproducente, anche perché le possibilità di indebolirsi sono più alte.
Venendo alla stagione attuale, sono onestamente pochi, almeno per il momento, i calciatori ad aver dato un contributo elevato alla causa. Il più costante è stato sicuramente Heggem, per quanto anche lui nell’ultimo periodo ha dato segnali di appannamento, dovuto anche a un utilizzo piuttosto assiduo. A tratti sono stati convicenti anche Bernardeschi e nelle ultime settimane anche Rowe, comunque troppo poco per alzare il livello. Jonathan ha grandi spunti, tuttavia come è normale che sia c’è bisogno di tempo per inserirsi e adattarsi, così come era successo con Ndoye, ma nell’attesa si perdono punti e partite. Mi spiego meglio, perché non prendere Rowe e tenere anche Dan? Se ogni anno si perdono pezzi, tra adattamento e acquisti poco utili, l’indebolimento della rosa è dietro l’angolo.
Questo mi conduce anche a un’altra considerazione: per restare a questo livello forse potrebbe essere opportuno anche un innalzamento del budget e del tetto ingaggi, per cercare di evitare quantomeno di dover fare i conti ogni estate con gli assalti di altri club per i gioielli di casa Bologna.
Sicuramente nel momento del Bologna, c’è anche un’altra componente: vale a dire la sfortuna. Anche perché l’impressione è che la legge di Murphy si stia facendo beffe della formazione di Vincenzo Italiano: se una cosa deve andare male lo farà, e gli eurogol incassati nell’ultimo turno vanno anche in questa direzione. Tuttavia è altrettanto vero che dal mercato servirebbe una mano, ma che per il momento sembra non arrivare…
Tuttavia è altrettanto vero che non si può ricondurre tutto al mercato, sia ben chiaro. A Genova i rossoblù hanno palesato, per l’ennesima volta, una gestione dei momenti delicati della partita pessima. In vantaggio di due reti e in pieno controllo del match è bastato un episodio sfavorevole per sovvertire immediatamente gli equilibri.
Se questo fosse stato un episodio isolato, si sarebbe potuto tranquillamente voltare pagina e andare oltre, ma sappiamo tutti che non è così. Non è certo la prima volta che un match scivola troppo facilmente dalle dita dei felsinei. Solamente nella corrente stagione mi vengono in mente le partite con Lecce e Fiorentina e con il FCSB in Europa League (in quel caso però non costò punti). Blackout di questo tipo costano punti pesantissimi nell’economia di una stagione. La squadra sicuramente non è stata costruita per fare le barricate e difendere il vantaggio…però incassare reti e farsi rimontare con questa facilità non è più ammissibile se si vuole tornare in Europa.
Di tempo per sterzare e invertire questo trend c’è ancora, ma ad oggi in queste condizioni, tornare in Europa (passando dal piazzamento in campionato) è quasi una chimera…
Joshua Zirkzee potrebbe tornare in Serie A in vista della seconda parte di stagione con…
Il mercato del Bologna può entrare nel vivo in questa ultima settimana. Fari su due…
Genoa-Bologna: arriva la multa per Giovanni Sartori e il Grifone. Cos'è successo. Ecco le decisioni…
Le parole dell'amministratore delegato dei rossoblù Claudio Fenucci sul mercato e il tema rinnovi In…
Il Bologna riprende gli allenamenti in vista della sfida di Europa League di giovedì. Le…
Designati gli arbitri per il match dell'ottava giornata e ultima giornata della fase di campionato…