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Ronci: "Non saremo una comparsa in Eurolega. Ora vogliamo vincere il campionato"

Le parole del dirigente della Virtus al "Corriere di Bologna"

Scritto da Enrico Traini  | 
Paolo Ronci

Paolo Ronci, capo dell'area tecnica della Virtus Bologna, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere di Bologna. Di seguito alcuni estratti delle sue dichiarazioni.

Sul suo ruolo: “Stare tutti i giorni con la squadra fa parte del mio ruolo. Ho letto e imparato da bravissimi dirigenti conosciuti all’estero. Il mio ruolo è quello di tenere l’equilibrio negli stimoli e creare empatia. Quest'ultima è il segreto. L’empatia consente alle squadre di diventare inattaccabili”.

Sull'Eurolega:"Non saremo una comparsa. Vogliamo restare più di un anno e partecipare alla vita e allo sviluppo dell’Eurolega. Lo faremo con competitività e umiltà. Abbiamo l'ossessione al miglioramento. Quando Teodosic ha firmato, è stata la prima pietra di un’idea. Con Belinelli, la parola “vincere” è stata detta 18 volte nei primi due minuti di conversazione. L’arrivo di Hackett e Shengelia ha portato ulteriore valore, oltre al mestiere di cui ha parlato Scariolo".

Sugli obiettivi societari: "In questa società tutti amano fare le cose necessarie per far vincere la Virtus. Il dottor Zanetti, per quanto riguarda sé stesso, Baraldi e me, ha parlato di trio unitissimo. È un messaggio forte. E al gruppo piace stare insieme: i giovani osservano i veterani ma i veterani si osservano tra loro: c’è sempre qualcosa da prendere. Noi vogliamo difendere lo scudetto e penso che, al massimo delle nostre possibilità, siamo una squadra molto difficile da battere".

Su Scariolo: “Ha una serenità competitiva che lo caratterizza ma questo porta con sé un elevatissimo senso di esigenza. È la mentalità: pretende, e chi gioca qui è consapevole di dover dare il massimo. Con lui ho uno stimolante confronto quotidiano”.

Sul futuro: “La nostra squadra va amata, bisogna far sentire questo clima ai giocatori come i tifosi hanno fatto finora. Per il mercato ci sarà tempo. Certo, oggi siamo nella top ten dei club europei dove un giocatore vorrebbe giocare, e questo fisserà degli obiettivi per il nostro mercato”. 

“Fare l’Eurolega per entrare nelle prime otto richiede un roster strutturato e profondo, che costruiremo. Essere arrivati a poter ingaggiare due campioni come Hackett e Shengelia segna la direzione che vogliamo avere, ma non bisogna pensare che servano solo grandi nomi: uomini decisivi come Weems, Cordiner e Jaiteh, mvp di Eurocup, sono arrivati grazie al lavoro di scouting”.

Su Shengelia e Mannion: "Shengelia mi ha fatto una promessa: prima raggiungiamo gli obiettivi poi parliamo. Nico, ha avuto un problema serio e una stagione difficile. Finito il campionato faremo le valutazioni del caso”.
 

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