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Match Analysis: ecco come gioca l'Empoli di Aurelio Andreazzoli

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco dell'Empoli di Aurelio Andreazzoli, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

Si torna in campo. Dopo due eterne settimane di stop, il Bologna scenderà in campo domani pomeriggio, domenica 6 febbraio, alle ore 15 allo stadio Renato Dall'Ara, contro l'Empoli di Aurelio Andreazzoli, vera e propria sorpresa della stagione. Le due squadre sono divise in classifica soltanto da 2 punti. A settembre, i rossoblù, erano usciti dal Castellani con una cocente sconfitta per 4-2, dopo aver giocato probabilmente la peggior partita del girone d'andata. 
Entrambe le squadre arrivano da un inizio di 2022 calcistico altamente negativo. Se il Bologna ha cominciato il nuovo anno con 3 sconfitte su 3, specialmente a causa Covid e con conseguente condizione fisica precaria, anche l'Empoli non se la sta passando tanto meglio. 2 sconfitte e 1 pareggio sono il ruolino di marcia da inizio gennaio ad oggi. A preoccupare Andreazzoli, però, è una fase difensiva che sta facendo acqua da tutte le parti, con ben 10 gol subiti in sole 3 partite. Su tutte emergono i 5 gol subiti contro il Sassuolo e i 4 nell'ultimo turno contro la Roma. Le 47 reti subite finora stanno a certificare la seconda peggior difesa del campionato, davanti solo alla Salernitana, attuale fanalino di coda della Serie A. 

Due squadre quindi in cerca di riscatto, che domani, sul prato verde del Dall'Ara, si daranno battaglia per cercare di rialzare condizione fisica e morale. Una partita molto importante, soprattutto per i rossoblù. Dopo 3 sconfitte consecutive è arrivato il momento di reagire e cominciare a macinare nuovamente punti.

SISTEMA DI GIOCO

L'Empoli è una squadra che può giocare tatticamente in più modi. Nelle ultime partite, anche per cercare un vestito tattico più organizzato ed equilibrato, Andreazzoli ha spinto molto sul 1-4-3-2-1. Nelle precedenti uscite, però, è stato frequente vedere come l'assetto dei toscani fosse orientato ad un 1-4-3-1-2
La squadra toscana gioca un calcio molto intenso, verticale, orientato alla riconquista veloce del pallone e agli attacchi rapidi in transizione. L'obiettivo è provare a smarcare sempre un calciatore dietro le linee per poter mandare in tilt il sistema difensivo avversario. Il giocatore principale è Bajrami che con la sua abilità nello smarcarsi e nel rifinire è spesso centrale nelle sortite offensive. 
Sono fondamentali anche gli inserimenti continui delle mezzali, con i movimenti ad aprire spazi di Pinamonti. L'Empoli è quindi una squadra divertente, a cui piace attaccare continuamente, senza perdere troppo tempo dietro al palleggio.

Di contro, però, è una formazione che non ha grandi individualità in difesa. Il pacchetto arretrato è infatti il lato dolente dell'Empoli. I 47 gol subiti fin qui dimostrano un'incapacità nel saper tenere alta la concentrazione per tutti i 90'. E soprattutto è il sistema di marcature posizionali in area di rigore a creare delle difficoltà difensive. Questo obbliga Andreazzoli a pressare molto alto la costruzione di gioco avversaria, proprio per evitare di doversi compattare e chiudere dietro.

FASE DI POSSESSO PALLA

L'Empoli costruisce generalmente dal basso, utilizzando tutti i 4 difensori più un centrocampista, che solitamente era Ricci (ora approdato al Torino). E' probabile che questo ruolo venga preso domani da Stulac, giocatore con spiccata attitudine di regia.  Quindi è corretto dire che i toscani costruiscono con un 4+1, coprendo il campo sia centralmente, che lateralmente con i due terzini (immagine 1). 

IMMAGINE 1 - La costruzione dal basso dell'Empoli. 4+1: tutti i difensori più il metodista del centrocampo

L'Empoli non ha una retroguardia particolarmente dotata a livello tecnico. Questo fa sì che se la formazione avversaria inizi a pressare in maniera intensa, fino quasi sul portiere, i toscani non abbiano spiccate capacità nell'uscire palla al piede. Per evitare quindi il rischio di perdere la sfera in zone pericolose, la difesa o il portiere (Vicario), rilanciano direttamente in avanti. E' il cosiddetto “attacco diretto” su Pinamonti. L'attaccante dell'Empoli è discretamente abile nel gioco aereo, e sa prendere bene posizione sul difensore avversario. Come vediamo nell'immagine 2 l'aspetto fondamentale è l'atteggiamento dei compagni. In queste situazioni più uomini sono vicini alla zona della sfera, per ricevere la seconda palla, e più possibilità ci sono di mantenere il possesso. In questo frame notiamo 3 giocatore in zona pronti a ricevere l'eventuale seconda palla, consolidando il possesso del pallone.

IMMAGINE 2 - L'attacco diretto dell'Empoli con Pinamonti e 3 giocatori in zona pronti a ricevere la seconda palla

Tra i principi chiave dell'Empoli c'è la ricerca di Bajrami in zona di rifinitura. Questa zona si viene a creare quando, uno o più giocatori, riescono a ricevere palla alle spalle di una linea di pressione avversaria. Visto che la formazione di Andreazzoli gioca con i trequartisti, è normale che si ricerchi di occupare il campo soprattutto centralmente. Nell'immagine 3 possiamo notare che ci sono ben 3 calciatori dell'Empoli posizionati dietro ai giocatori della Roma. Su tutti, come dicevamo poc'anzi, si cerca di liberare in ricezione Bajrami. L'albanese è infatti molto abile negli spazi stretti e nel rifinire intorno agli ultimi 25-30 metri dalla porta. Queste sue qualità gli permettono di potersi rendere pericoloso per la difesa avversaria. 

IMMAGINE 3 - Bajrami su tutti e altri due giocatori si smarcano in ‘zona di rifinitura’. Si riempie il campo centralmente per sfruttare l'abiità tecnica e nello stretto dei trequartisti

E' molto interessante anche il movimento che spesso effettua l'attaccante Andrea Pinamonti. Con caratteristiche fisiche e attitudini abbastanza complete, il centravanti dell'Empoli si muove molto su tutto il fronte d'attacco. Nell'immagine 4 è evidente il suo spostamento da una posizione centrale ad una in ampiezza. Questo fa sì che si aprano spazi nella retroguardia della Roma, che possono essere sfruttati dagli inserimenti dei trequartisti e delle mezzali. Giocatori come Bandinelli e Zurkowski, con le loro corse in verticale a riempire l'area avversaria, sono andati più volte in rete in questa stagione. 

IMMAGINE 4 - Il movimento di Pinamonti ad aprirsi in ampiezza per permettere gli inserimenti dei trequartisti e delle mezzali

FASE DI NON POSSESSO PALLA

Come spiegato prima, l'Empoli ha nella fase di non possesso sicuramente il suo lato debole. Non è tanto l'atteggiamento che assume la squadra quando è senza palla, ma è la difficoltà da parte della retroguardia di difendere con ordine e attenzione in area di rigore. Sono evidenti, infatti, cali di concentrazione e blackout. Per questo motivo il tecnico Andreazzoli vuole evitare che la squadra difenda troppo bassa o addirittura in area di rigore, dove può andare in difficoltà. Questo porta ad un atteggiamento molto aggressivo e a una pressione altissima fino sul giro palla del portiere avversario (immagine 5). Questa strategia viene utilizzata anche dal Torino, ovvero difendere alto per non andare in difficoltà nelle marcature posizionali vicino alla propria porta

IMMAGINE 5 - L'obiettivo dell'Empoli è di difendere e pressare molto alto per evitare di doversi compattare in marcature posizionali all'interno dell'area di rigore

Sul prosieguo dell'azione avversaria, l'Empoli attacca con grande intensità e indirizza il gioco avversario sulle corsie esterne. Come vediamo nell'immagine 6 tutti i giocatori della formazione toscana in zona palla difendono uomo su uomo coprendo tutti gli appoggi. Ne consegue che la Roma è costretta o a giocare a un tocco, quindi con grande velocità e tecnica, o a rilanciare lungo verso gli attaccanti. 

IMMAGINE 6 - Difesa in ampiezza dell'Empoli che lavora su tutti gli appoggi e marca uomo su uomo 

Un altro assetto difensivo in fase di non possesso palla è l'oscuramento del metodista avversario.
Analizzando l'immagine 7 possiamo notare come 3 uomini dell'Empoli creino una sorta di triangolo attorno al centrocampista centrale della Roma. Nel momento in cui il possessore di palla giallorosso è pronto a servire il metodista, i 3 calciatori di Andreazzoli sono pronti ad aggredire, togliendo tempo e spazio di giocata, per recuperare il pallone più velocemente e anche non troppo lontano dalla porta avversaria.

IMMAGINE 7 - Aggressione sul metodista avversario per togliere tempo e spazio di giocata

Infine tra i principi tattici in fase di non possesso della formazione di Andreazzoli c'è anche l'utilizzo di una linea difensiva molto alta, con i reparti molto stretti. Nell'immagine 8 possiamo vedere come la linea di difesa lavori parecchio in alto, ma soprattutto come non ci sia spazio tra la linea stessa e il centrocampo. Questo costringe gli avversari a ‘sfogare' il proprio gioco sulle corsie laterali, ma non solo. Il rischio di questo assetto è che, se l'Empoli scivola e scappa male all'indietro su palla scoperta/coperta, rischia di lasciare voragini importanti che potrebbero causare occasioni da gol agli avversari. 

IMMAGINE 8 - La linea difensiva alta dell'Empoli, con la mancanza di spazio tra la linea stessa e il centrocampo

PUNTI DI FORZA: pressing alto; buona intensità durante la partita; riaggressione e pressione continua; inserimenti continui delle mezzali in area di rigore.

PUNTI DEBOLI: difensori abbastanza lenti in campo aperto; poca attenzione e concentrazione nelle mercature in area di rigore; squadra che subisce troppi gol 

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