La proposta di gioco di Italiano non mi convince, oggi non vedo la qualità di gioco che vedevo con Motta. Se il Bologna vuole competere con le grandi dovrà alzare di parecchio il livello delle sue prestazioni.
Queste erano state le parole dell’ex ala rossoblù Fabio Poli sul gioco di Vincenzo Italiano, in un intervista rilasciata a novembre. In un’intervista rilasciata sei mesi dopo a Il Resto del Carlino Bologna, Poli ha fatto mea culpa e si è scusato col tecnico del Bologna fresco di rinnovo. Ecco l’intervista.
Quel mio giudizio oggi si è rivelato sbagliato, chiedo scusa a Italiano. Ma da tifoso del Bologna sono ben felice di essermi dovuto ricredere. Dissi quello che pensavo allora, sulla base di ciò che avevo visto in quei primi mesi. Non vedevo l’atteggiamento giusto, non vedevo la pressione necessaria nella riconquista della palla e vedevo un centrocampo spesso saltato dai lanci lunghi per le punte. Dissi anche, però, che a Italiano era giusto concedere tempo.
Bravo lui, gli faccio i complimenti: col senno di poi ha impiegato anche meno tempo di quanto sarebbe stato lecito immaginare. Da allora il Bologna è cresciuto tanto, diventando una squadra con un gioco convincente e dominante. E il suggello è arrivato nella notte dell’Olimpico.
Specie dopo che cinque giorni prima lo stesso Milan ti aveva battuto in Campionato. Era molto complicato, in pochi giorni, rimettere in piedi un gruppo che con quella sconfitta di fatto aveva perso la speranza di potersi qualificare di nuovo per la Champions. Ma anche lì Italiano ha saputo toccare le corde giuste, ha motivato il gruppo e ha cambiato qualche dettaglio nella preparazione della partita.
E che Europa. Perché la Champions è ricca di fascino ma anche l’Europa League è una signora competizione. E anche se il numero di squadre si è allargato fare le coppe oggi per un club ha un peso maggiore rispetto a quando giocavo io.
Quell’anno ci andò tutto storto. E l’Europa la salutai quando mi ruppi il ginocchio negli ottavi con l’Admira Wacker.
Ha fatto una scelta da allenatore intelligente. Si è reso conto che qui c’è tutto, dalla proprietà ai dirigenti al valore dell’organico, per continuare a fare stagioni di alto livello.
Orso anche se s’impegna un brutto gol non riesce a farlo. E quest’anno di gol ne ha fatti davvero tanti. Un altro che non credevo che potesse avere questa vena realizzativa è Ndoye. Ma se Orsolini fa il suo record di gol e Ndoye scopre di poter essere anche un bomber torniamo al punto di partenza: bravo Italiano. Oggi con la gioia del tifoso dico che il mister in pochi mesi ha fatto davvero un lavoro straordinario.
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