Match Analysis: il Torino di Ivan Juric

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco del Torino di Ivan Juric, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

Il Bologna, dopo la sconfitta contro la Fiorentina, vuole ripartire dalla trasferta di Torino, sponda granata. La squadra di Ivan Juric è senza dubbio una squadra parecchio fastidiosa da affrontare. L'allenatore croato è uno dei discepoli del calcio di Gasperini, seppur con qualche differenza rispetto al tecnico atalantino. Il Torino attua delle marcature a uomo a tutto campo molto aggressive, con una marcata impronta di stampo difensivo. I granata hanno infatti la quarta miglior difesa di tutta la Serie A, con 17 reti subite. La precedono soltanto Napoli, Inter e Juventus. Seppur la squadra prenda pochissimi gol, la posizione in classifica rispecchia la qualità assoluta della compagine torinese. Non sono state granchè convincenti le ultime uscite contro Empoli e Cagliari, terminate entrambe con un pareggio. L'ultimo successo risale a quasi un mese fa, grazie alla vittoria casalinga contro l'Udinese (2-1). 

La forza del Torino sta anche nel giocare tra le mura amiche. In questa stagione, infatti, 4 delle 5 vittorie fin qui ottenute, sono arrivate proprio in casa, all'Olimpico Grande Torino. Motivo in più per andare a giocare una partita di carattere, con l'atteggiamento coraggioso, spregiudicato e attento che i rossoblù hanno messo in campo in tutte le ultime partite, sconfitte comprese. 

SISTEMA DI GIOCO

Il sistema di gioco principale utilizzato da Juric è il 1-3-4-2-1, modulo che utilizzava spesso anche nella passata stagione a Verona. Il punto cardine del suo gioco è, come dicevamo precedentemente, l'utilizzo di marcature a uomo a tutto campo. La difesa ruota attorno a Bremer, calciatore molto abile in campo aperto e negli uno contro uno. Il brasiliano è anche il difensore che primeggia negli intercetti difensivi e nei duelli aerei vinti. I granata, inoltre, sono una compagine particolarmente dotata dal punto di vista atletico, grazie a giocatori come Singo e Vojvoda/Aina sulle corsie laterali, ma non solo. In mezzo al campo fisicità e qualità la fanno da padrone con gli interpreti Pobega e Lukic. La zona di rifinitura dell'azione è invece affidata a calciatori molto rapidi, esplosivi e tecnici. Tra questi troviamo Brekalo, Praet e Pjaca. La finalizzazione della manovra tocca a Sanabria e Belotti.

FASE DI POSSESSO PALLA

Nella prima regia il Torino sviluppa gioco in due modalità principali. Nella prima situazione, il portiere muove palla ad uno dei 3 centrali difensivi che poi orienta il gioco sulle corsie esterne. In questo caso la costruzione avviene con un 3+2. Importante è il movimento di uno dei centrocampisti centrali che, a rotazione, si propone sempre incontro al pallone, ma anche quello di uno dei due trequartisti, che suggerisce il passaggio a sostegno invertendosi di posizione con l'altro mediano (immagine 1)

IMMAGINE 1 - Costruzione del Torino con un 3+2 

Nella seconda situazione si tenta l'attacco diretto. Le punte del Torino, sia Sanabria che Belotti, sono molto abili anche nell'allungare la squadra e nel giocare in profondità. Non hanno doti particolari nel gioco aereo, motivo per cui il portiere Milinkovic Savic, o i difensori, il più delle volte, non cercano la figura per sfruttare la seconda palla, ma soprattutto la profondità alle spalle della linea arretrata avversaria. Come vediamo molto bene nell'immagine 2, Sanabria viene servito direttamente dal proprio portiere per andare ad attaccare la profondità dietro la linea difensiva del Cagliari. 

IMMAGINE 2 - Seconda situazione di sviluppo gioco del Torino: Sanabria viene cercato dalle retrovie per allungare la squadra

Nella fase di sviluppo della manovra nella metà campo avversaria, il Torino utilizza moltissimo l'ampiezza e gli esterni. Si effettuano delle rotazioni e degli scambi continui di posizione per permettere al possessore di palla di avere più libertà nell'andare al cross o nel rifinire palla a terra. Come vediamo chiaramente nell'immagine 3 si viene a creare una triangolazione, con tanto di rotazione, sul lato sinistro del campo. Questo assetto permette soprattutto di muovere la difesa avversaria e di liberare il portatore di palla per consentirgli di andare al cross con più libertà. A sostegno, in posizione più arretrata c'è sempre uno dei due centrocampisti, in questo caso Pobega, che dà una soluzione di gioco in più. Anche a Verona Juric sfruttava moltissimo gli esterni di centrocampo. Anche al Torino, il tecnico croato, ha l'obiettivo di creare delle catene sugli esterni che liberino la velocità e la spinta dei suoi uomini laterali per poi andare al cross in area di rigore.

IMMAGINE 3 - Triangolazione sul lato sinistro del campo per liberare al cross il possessore di palla 

Il Torino, nel complesso, non è una squadra particolarmente abile nell'andare in gol. Infatti sono soltanto 20 i gol siglati finora. Numeri che ne fanno una delle squadre che segna meno di tutta la Serie A, con una media gol fatti similare alle squadre che stazionano in zona retrocessione. 

FASE DI NON POSSESSO PALLA

Punto forte della formazione di Juric è la fase di non possesso palla. Come spiegavo in fase di presentazione, il Torino effettua delle marcature a uomo a tutto campo. D'altronde il tecnico croato è un discepolo di Gasperini, allenatore che ha creato un vero e proprio impero all'Atalanta fondato con queste basi tattiche. La difesa dei granata e addirittura la quarta migliore di tutto il campionato. L'impronta che Juric ha dato alla squada è fortemente difensiva, con poca libertà dalla trequarti in giù. In fase di non possesso, dunque, il 'Toro' si posiziona con un 5-2-3. Gli esterni di centrocampo si abbassano sulla linea dei difensori. I due mediani danno una mano a schermare in mezzo al campo, mentre i 3 giocatori offensivi vengono lasciati preventivamente davanti in modo tale che se la palla viene riconquistata la squadra possa andare a puntare la porta avversaria in parità numerica.

IMMAGINE 4 - Schieramento 5-2-3 senza palla da parte del Torino

Come vediamo nell'immagine 5 il Torino si schiera in marcatura a uomo, andando a coprire tutti i sostegni e i possibili riferimenti del Cagliari. La squadra granata è inoltre una delle compagine che pressa più in alto e in maniera più aggressiva di tutta la Serie A. Pressare a tutto campo, per il Torino, ha l'obiettivo di far ricevere gli avversari sempre spalle alla porta, per poi indirizzarli verso le linee laterali. 

IMMAGINE 5 - Marcature a tutto campo del Torino, uomo contro uomo

Sul primo giro palla degli avversari, con la sfera tra i piedi del portiere, il Torino quasi mai porta pressione, se non su retropassaggi particolarmente pericolosi. Il punto cardine del pressing forte e aggressivo dei granata non sta nel recuperare palla in avanti per creare pericoli agli avversari, ma per difendersi in maniera maggiormente efficace e sicura

Il 'tallone d'achille' del difendere uomo contro uomo a tutto campo è che se un giocatore viene saltato rischia di naufragare tutto il sistema. Ecco perchè il Torino è anche una delle squadre più fallose della nostra Serie A. I giocatori granata, quando vengono saltati, preferiscono commettere il classico ‘fallo tattico’ in modo tale da recuperare la posizione e non mettere in crisi il sistema delle marcature a uomo. Fondamentale, dunque, per vincere queste tipo di partite avere calciatori abili nell'1 contro 1 e nel dribbling stretto. Il Bologna dovrà lavorare molto in questa maniera.

PUNTI DI FORZA: grande aggressività; pressione alta; carattere; difesa granitica; pochi gol subiti

PUNTI DEBOLI: pochi gol segnati; squadra che se affronta avversari particolarmente dotati tecnicamente e nell'1 vs 1 rischia di subire tanto

 


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