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Retrocessione Fortitudo: tra debiti e futuro

La Fortitudo Bologna pianifica il futuro prossimo: serve l'ok dell'Agenzia delle Entrate

Scritto da Riccardo Austini  | 
Antimo Martino (Foto Valentino Orsini - Fortitudo Bologna)

La retrocessione della "Effe" in A2 è il primo vero fallimento della nuova società. Quest'anno il bis salvezza non è riuscito e tutto il buono raccolto è stato cancellato da un'annata complicata. Una stagione condita anche dalle tante contestazioni dei tifosi nei confronti di Christian Pavani e Gianluca Muratori, per anni il vero “polmone finanziario”, così ritenuti da “Il Resto del Carlino”, che hanno sostenuto il club, anche se non si può negare che quest'anno il vero problema sia stato di natura economica. Infatti, il club stesso ha avviato una procedura per la ristrutturazione del debito con l'erario: una pratica che rimane sotto l'osservazione dell'Agenzia delle Entrate e una volta ottenuto l'ok dal fisco andrà depositata in tribunale. Fino a che ciò non accada, i vertici della società e del consorzio che ne detiene l'intera proprietà non saranno avvicendati. Successivamente, una volta che questo debito sarà scontato e rateizzato si procederà alla loro sostituzione. Invece, a livello presidenziale, per il dopo Pavani-Melloni avanza la candidatura di Giovanni Tamburini, presidente della Banca di Imola. La cifra da versare con annesse sanzioni è di circa 4,7 milioni di euro, nella speranza di riuscire a ridurre e a spalmarli in dieci anni. 


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