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Match Analysis: il Milan di Stefano Pioli

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco del Milan di Stefano Pioli, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

Tra le squadre sicuramente più apprezzate degli ultimi anni, sia dal punto di vista tattico che da quello tecnico, troviamo il Milan di Stefano Pioli. Il Bologna farà visita al Milan allo stadio San Siro per la 31^ giornata di campionato. Rossoneri che si trovano attualmente al primo posto in classifica, con l'ambizione sempre più grande di riportare il tricolore nella sponda milanese di stampo rossonero.

Il Milan è ormai tornata da un paio di stagioni su buonissimi livelli. Grazie ai diktat di Pioli, i rossoneri sono una squadra moderna, capace di attaccare con più soluzioni e in grado di mandare in gol diversi giocatori della formazione. In questo momento è il terzo miglior attacco e la quarta miglior difesa della Serie A. Numeri non da primato, ma che stanno permettendo al Milan di allungare sulle concorrenti. Motivo per cui la partita in programma lunedì sera avrà un senso soprattutto per i padroni di casa, con la forte voglia di proseguire nella corsa allo Scudetto. Il Bologna, invece, reduce da un periodo veramente negativo, sia dentro che fuori dal campo, culminato col nuovo ricovero di Mihajlović cercherà di onorare al meglio un campionato che sotto le Torri ha ormai ben poco da dire. 

SISTEMA DI GIOCO

Il Milan si schiera generalmente con un 1-4-2-3-1, sfruttando notevolmente i movimenti dei terzini, sia in ampiezza che dentro al campo. In fase di non possesso i rossoneri si schierano con un classico 1-4-4-2 molto compatto, in grado di coprire bene e con ordine il rettangolo verde. Nelle ultime 3 uscite, con l'ormai ben assortita coppia Tomori-Kalulu, il Milan non ha più subito gol. Fondamentale anche la forza fisica e la corsa di Theo Hernández sul binario sinistro, i movimenti dentro al campo di Calabria, ma non solo. A fare la differenza è soprattutto Rafael Leão, giocatore abilissimo nell'1 contro 1 e in grado come pochi (in Italia) di spezzare con una giocata le difese avversarie, e i gol di Giroud, opportunista e sempre micidiale sotto porta. 

FASE DI POSSESSO PALLA

La squadra di Pioli sa alternare la costruzione in base al tipo di pressing portato della compagine avversaria. Può quindi alternare costruzione e giro palla dal basso ad attacco diretto verso le punte. Nell'ultima partita contro il Cagliari, ad esempio, vediamo nell'immagine 1 come il Milan muova palla con la difesa, da sinistra a destra. Abbiamo dunque una classica costruzione 4+2, con la partecipazione della linea difensiva e dei due centrocampisti. 

IMMAGINE 1 - Costruzione tipo del Milan con un 4+2

Un'altra tipologia di costruzione, come dicevamo, è l'attacco diretto. Infatti, la formazione di Pioli, non ama particolarmente il giro palla, ma preferisce andare il prima possibile in verticale. Nell'immagine 2, recuperata da una partita di qualche mese fa contro l'Hellas Verona, vediamo con grande chiarezza questo tipo di sviluppo. La difesa cerca di superare le linee di pressione avversarie andando direttamente su Giroud. La forza fisica del centravanti francese, unitamente alla sua abilità nel giocare anche ‘a muro’ o spalle alla porta, permette al Milan di trovare sempre riferimenti offensivi. Intorno a lui possiamo notare due compagni pronti a ricevere la seconda palla per andare poi a puntare in velocità la difesa dell'Hellas.

IMMAGINE 2 - L'attacco diretto del Milan a cercare la testa di Giroud per scavalcare le linee di pressione avversarie e guadagnare la seconda palla.

Un'altra soluzione interessante che effettua la squadra di Pioli in fase di sviluppo dell'azione è quella di smarcare i terzini in costruzione per rompere la linea di pressione avversaria o dare superiorità numerica posizionale. Il Milan ha senza dubbio qualità tecnica nel giro palla, non va mai troppo in difficoltà contro squadre che provano a pressare alto e a chiudere tutti gli appoggi. Per questo motivo Pioli utilizza molto i due terzini come soluzione alternativa durante lo sviluppo del gioco: con il loro movimento, dall'ampiezza verso il centro del campo, permettono al Milan di avere dei calciatori quasi sempre smarcati che possono andare a ricevere il pallone e superare la linea di pressing avversaria. Come vediamo nell'immagine 3 Hernandez si è smarcato nel corridoio interno, pur giocando da terzino sinistro. Il suo movimento ha messo in tilt il sistema delle scalate del Cagliari che, non sapendo come muoversi, lascia smarcato il prorompente terzino francese. Avendo anche buone qualità tecniche, oltre che atletiche, Theo può prendere momentaneamente le veci del costruttore del gioco, andando a rifinire per i compagni in zona 3. Questa situazione avviene anche sul lato opposto con Calabria, migliorato molto nel giocare in spazi ristretti e abile nel muoversi in mezzo al campo per dare soluzioni in più alla costruzione. 

IMMAGINE 3 - Il terzino in mezzo al campo è una delle armi tattiche del Milan di Pioli per scombussolare le marcature avversarie

In fase di finalizzazione dell'azione il Milan è una squadra che solo in alcune situazioni si affida alle iniziative dei singoli, soprattutto con le giocate in velocità e in uno contro uno di Rafael Leão, che è davvero il calciatore più pericoloso quando punta la linea difensiva, in virtù di una gamba molto importante. L'esterno portoghese, inoltre, è davvero uno dei pochi che in Serie A è capace di rompere con un dribbling le marcature avversarie. Come vediamo, ad esempio nell'immagine 4, c'è un buon break centrale di Bennacer. Il metodista algerino, pressato da due giocatori del Cagliari, serve Leão in corsa. Questa è la situazione più favorevole per il classe ‘99 che frontale alla porta e isolato nell'1 contro 1 può andare a puntare con forza, tecnica e velocità la porta del Cagliari.

IMMAGINE 4 - L'uomo in più di questo Milan è senza dubbio Leao. L'ala portoghese, quando isolata nell'1 contro 1, può diventare realmente pericolosa per le difese avversarie

La forza del Milan, inoltre, sta anche nella capacità di riempire l'area e di avere giocatori molto fisici che possono andare a concludere l'azione su cross dalle corsie laterali. Su tutti, come già detto, troviamo Giroud (e Ibrahimovic), ma non solo. Anche gli inserimenti di Kessiè, Messias e Hernandez sul secondo palo possono davvero fare male alle retroguardie avversarie. 

FASE DI NON POSSESSO PALLA

Un'altra caratteristica molto interessante della squadra di Pioli, presa da una partita ad alto ritmo come quella col Porto in Champions League, è il contropressing (immagine 5). Quando il Milan perde il pallone, soprattutto nella metà campo avversaria, quindi in zona offensiva, si effettua un pressing molto intenso, che coinvolge tutti i giocatori vicini al pallone. Il più delle volte, infatti, i rossoneri riaggrediscono gli avversari in superiorità numerica per recuperare velocemente la palla in una zona favorevole di campo. Se invece il contropressing non va a buon fine e l'altra squadra riesce a uscire da questa gabbia, il Milan abbassa il baricentro, sistemando i suoi uomini nelle rispettive posizioni per attendere l'offensiva avversaria. 

IMMAGINE 5 - Fondamentale per una squadra è l'atteggiamento a palla persa: il Milan riaggredisce gli avversari in zona palla per recuperarla il prima possibile

In fase di non possesso palla il Milan di Pioli attua generalmente un pressing alto e intenso, andando ad attaccare forte i riferimenti e gli appoggi agli avversari per costringerli all'errore o a rilanciare lungo con imprecisione. I rossoneri, in particolare, pressano e fanno densità soprattutto centralmente per obbligare l'altra squadra a giocare sulle fasce. Nell'immagine 6 possiamo notare la pressione altissima del Milan sulla prima costruzione del Cagliari. Ogni uomo rossonero ha i suoi riferimenti, con marcatura stretta soprattutto in mezzo al campo e maggior spazio sulle fasce, dove si tende poi a scalare velocemente per ‘soffocare’ l'ampiezza avversaria.

IMMAGINE 6 - Pressione alta e ritmo. Le armi del Milan in fase di non possesso palla

Nell'ultima partita giocata contro il Cagliari, inoltre, il Milan ha difeso abbastanza bene in area di rigore, con tanti uomini e marcature strette, concedendo diversi tiri dalla distanza ai giocatori del Cagliari. Il tiro dalla distanza è sicuramente un gesto difficile, in cui la precisione deve essere massima, ma in alcune situazioni potrebbe diventare anche un'arma. I sardi, infatti, hanno spesso schiacciato la difesa del Milan nella propria area di rigore, per creare spazi al limite dell'area, proprio da poter sfruttare con i tiri dalla distanza. La precisione è però mancata, non consentendo a Pavoletti e compagni di trovare la via del pareggio. 

PUNTI DI FORZA: squadra tecnica nel giro palla, abile nell'andare velocemente in verticale con più soluzioni di gioco. Contropressing e pressione centrale ad orientare l'avversario sulle corsie esterne. Compagine mentalmente forte e consapevole dei propri mezzi.

PUNTI DEBOLI: i terzini non sono sempre abili in fase difensiva e lasciano spazi da attaccare. Linea difensiva alta, soffrono le giocate in profondità e le marcature in area di rigore su difesa posizionale.


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