La Champions League è alle porte ma un protagonista dei nerazzurri sarà assente: per lui circa un mese di stop, che guaio per il tecnico
C’è un momento, durante ogni partita, in cui lo stadio si zittisce. Un attimo sospeso, in cui capisci che non è un semplice fastidio. È successo così, quasi in silenzio, durante Lazio-Atalanta. Giacomo Raspadori si è fermato, ha toccato la parte posteriore della coscia e ha chiesto il cambio. In quel gesto c’era già la sensazione che non sarebbe stata una cosa da poco.
Ora gli esami hanno tolto ogni dubbio. E per l’Atalanta le notizie non sono buone. L’infortunio di Raspadori è più serio del previsto e rischia di pesare come un macigno in un momento chiave della stagione.
Infortunio Raspadori: l’esito degli esami
Gli accertamenti strumentali effettuati nelle ore successive alla gara hanno evidenziato uno stiramento di primo grado al flessore. Un problema muscolare che, per chi conosce queste dinamiche, non va preso alla leggera. I flessori – i muscoli posteriori della coscia – sono delicati, soprattutto per un attaccante che vive di scatti, cambi di ritmo e movimenti in profondità.
Dal punto di vista medico, uno stiramento di primo grado non è la lesione più grave possibile, ma richiede comunque prudenza. Forzare i tempi significherebbe rischiare una ricaduta, e in questo periodo della stagione sarebbe un errore imperdonabile. Lo staff sanitario nerazzurro ha scelto la linea della cautela. E chi conosce l’ambiente sa che a Bergamo non si scherza con i muscoli.
Quando torna Raspadori e quante partite salta

I tempi di recupero stimati parlano di circa tre settimane di stop. Tradotto: ritorno in campo non prima di metà marzo. Questo significa che Raspadori salterà sicuramente gli spareggi di UEFA Champions League contro il Borussia Dortmund, sia l’andata in Germania sia il ritorno a Bergamo. Due partite che valgono una stagione.
Non solo Europa. L’attaccante non sarà disponibile neppure per le sfide di campionato contro Napoli e Sassuolo, e resta in forte dubbio per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro la Lazio. Il rientro potrebbe coincidere con Inter-Atalanta del 15 marzo, ma molto dipenderà dalle sensazioni del giocatore nelle ultime sedute di riatletizzazione.
L’Atalanta si ritrova così in piena emergenza offensiva. Oltre allo stop di Raspadori, c’è quello di Charles De Ketelaere, operato al ginocchio e atteso solo ad aprile. Raffaele Palladino, al momento, può contare su Gianluca Scamacca e Nikola Krstovic come riferimenti centrali, con Lazar Samardzic, Mario Pasalic e Kamaldeen Sulemana pronti a dare supporto tra le linee.
Ma è evidente che qualcosa cambia. Raspadori non è solo un finalizzatore. È uno che lega il gioco, che si muove tra le linee, che apre spazi. La sua assenza obbligherà Palladino a rivedere equilibri e soluzioni tattiche. Forse più verticalità, forse un centrocampo più aggressivo per compensare.
La stagione entra ora nel suo momento più caldo. E l’Atalanta dovrà dimostrare di saper reagire anche senza uno dei suoi uomini più brillanti. La domanda è inevitabile: riuscirà la Dea a restare in corsa su tutti i fronti aspettando il ritorno di Raspadori? Le prossime settimane daranno la risposta. E diranno molto anche sul carattere di questa squadra.





