La prima mossa è la retroguardia trasformata con un Medel in più. La squadra vuole conservare la sua identità di provare a vincere sempre, ma ci sono delle accortezze maggiori. C’è Arnautovic, l’Ibrahimovic del Bologna, e il lancio lungo non viene più visto come il diavolo. Poi Svanberg, che prova a percorrere la strada di Tomiyasu; i ragazzi devono crescere in fretta, se lo faranno per loro ci saranno occasioni d’oro in giro per l’Europa. E infine Dominguez. Sinisa già in estate aveva avuto l’idea di difendersi un po’ di più con il 4-1-4-1 e oggi il suo Bologna è un po’ meno bello, però più concreto. Una svolta è stata il passaggio alla zona in mezzo al campo, con l’argentino che è diventato sia regista che difensore aggiunto.
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