E chi lo sa poi se il Bologna – cit. Walter Sabatini – è stata costruito a ca*** di cane. A guardare la classifica non si direbbe. 11 punti dopo 7 giornate. Gli stessi della Juventus. E della Lazio. E dell’Atalanta. Per dire di tre delle Sette Sorelle nella Grande Famiglia della Serie A. Il Bologna che le aveva prese di santa ragione una settimana fa a Empoli ha dato una lezione di calcio alla Lazio che aveva dato una lezione di calcio nel derby alla Roma che in questo week end ha messo sotto l’Empoli. Sembra il giro dell’oca. E chi ci capisce qualcosa? Campionato matto, antico nel suo procedere, incerto e aperto a qualsiasi pronostico. Chiariamo: nel marasma che aveva accompagnato questi ultimi giorni del Bologna, sfilandosi dai tuoni e dai fulmini di Joey Saputo – difficile immaginarlo, ma è così che lo raccontano – il vero vincitore di questa giornata è Sinisa Mihajlovic. Che ha finalmente cambiato modulo (non è un caso) passando alla difesa a tre, anche se si è affrettato a dire che il cambio di modulo non conta nulla, sono altri i fattori che hanno innescato la reazione del Bologna. Il fattore «AIC» – Atteggiamento-Intensità-Concentrazione – che ora tutti spacciano come la trovata del secolo, anche se vien da pensare più al Fantozzi che cerca di infilare la spada nella roccia e intanto biascica: Escantibus, Exalibus, Escaxximus. Era Excalibur, bastava dirlo, no? Era AIC, bastava la formuletta e tutti contenti, no? A noi – al netto della vittoria – piace sottolineare come nel tabellino dei marcatori siano entrati tre Under 22. Barrow di anni ne ha 22, Theate 21, Hickey addirittura 19. Gioventù lanciata ma – per favore – piano con i paragoni. Theate dopo un paio di partite viene paragonato a Puyol, Hickey a Roberto Carlos. Avanti adagio. Si parla di ventenni, vanno messi in conto altri inciampi. Però: che bel Bologna. Però: che bella classifica. 11 punti tondi. A voler grattare via la polvere al gratta e vinci, uno-due in più ci stavano pure. Rispetto agli ultimi tre campionati: +5, +2 e +4. Niente male per una squadra costruita, ok, lo sappiamo, ci rimbomba nelle orecchie da una settimana. Per chiudere, dirigiamo la nostra attenzione verso il più insospettabile dei giocatori del Bologna. Il portiere, vedi alla voce Skorupski. Contro la Lazio ha chiuso la partita senza subire gol. «Clean sheet» dicono quelli che hanno fatto la vacanza-studio a Brighton. Terza partita senza subire reti. Contro l’Atalanta, contro il Verona e contro la Lazio. E’ un piccolo segreto che spiega molto sul perché il Bologna di oggi viaggi a ritmi più sostenuti del Bologna di ieri.
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