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Editoriale – Tre domande su Marco Belinelli alla Virtus

Sono passati quattro giorni dall'annuncio e due dalla conferenza stampa di presentazione di Marco Belinelli ma l'euforia dei tifosi Virtus – e la rabbia di quelli Fortitudo – non accenna a diminuire. Il tutto in attesa dell'esordio domenica pomeriggio contro la Dinamo Sassari. Delle tante cose dette e scritte in queste ore tre punti a mio parere meritano attenzione.

1) Belinelli è un traditore?

Marco Belinelli è un professionista, che ha fatto la scelta da lui ritenuta migliore in questo momento della carriera sia dal punto di vista economico – incredibile, nevvero? – che tecnico che personale. Con le dovute proporzioni, ha ragionato alla stessa maniera del 2003 quando dovendo lasciare la Virtus rimase a Bologna passando alla Fortitudo. Che i tifosi biancoblu se la prendano con lui per dichiarazioni vecchie di 13 anni ci sta, è comprensibile finché si rimane nell'ambito delle critiche civili. Ma se, e sottolineo se, di errore si può parlare non è nella scelta odierna ma nelle frasi di allora: per un giocatore, per di più di 21 anni, sono dichiarazioni evitabili perché non si sai mai cosa possa accadere nel lungo periodo.

2) Il divario con Milano è stato colmato?

Secondo me no ma si è ridotto e anche di parecchio. La Virtus ha aggiunto alle rotazioni un giocatore di alto livello in Europa, che non va a pestarsi i piedi con Teodosic e Markovic, che alza la qualità del roster e che è italiano dunque inciderà in campionato senza costringere gli stranieri al turnover. Adesso Djordjevic ha 12 giocatori da ruotare, tutti sufficientemente duttili per mettere in campo quintetti diversi a seconda dei casi. L'Olimpia resta superiore sulla carta ma la Segafredo ha un'arma in più per giocarsela. Poi, ovviamente, a contare soprattutto sarà lo stato di forma fisica e mentale che le squadre avranno al momento di iniziare i playoff. Senza dimenticare che la Reyer Venezia può essere tutt'altro che un terzo incomodo.

3) Come è andata la faccenda del numero? Davvero Belinelli ha "rubato" il 3 ad Abass?

Se n'è parlato tantissmo, forse anche troppo e la risposta è no. Una decina di giorni prima dell'annuncio del Beli, Abass aveva espresso ai dirigenti bianconeri la volnontà di cambiare il proprio numero. Certo, possiamo ipotizzare che i due giocatori – compagni in Nazionale – possano essersi sentiti e che Abass sapesse già del nuovo arrivo. Ma la richiesta dell'ex Brescia non è stata "Cedo il mio numero a Marco" ma "voglio cambiare numero". Avrebbe voluto il 5 ma non è possibile dal momento che non è più disponibile perché l'ultimo proprietario ha lasciato tracce indelebili nella storia del club; Abass allora prenderà il 55. In campionato, perché in Eurocup non è possibile cambiare numerazione: Belinelli allora avrà il 18, numero con cui è stato scelto nel 2007 dai Golden State Warriors.

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