Vabbè, sarà per l'anno prossimo. Salto di qualità rimandato a data da destinarsi, citofonare Saputo. Concetto che sentiremo ripetere da qui all'eternità: assestamento. Stagione di assestamento, campionato di assestamento.
Il mercato del Bologna (di assestamento?) si chiude come certe cene organizzate per il collega che va in pensione: mestamente, dividendo alla romana, raccontandoci di quanto eravamo belli nel tempo che fu. Non è arrivato il centravanti che mancava. Non è arrivato il centrale difensivo che serviva. Il Bologna resta com'è. Incompiuto.
Mihajlovic (conferenza stampa al Vigorito) dice che la mancanza di una punta è un falso problema, sostiene invece che a mancare sia «la cattiveria». Ci perdoni, Sinisa; ma è come se chi scrive – che a quattordici anni non possedeva il motorino – avesse detto alla fidanzatina spazientita che a mancargli non era il Ciao e non era il grano, ma la fantasia, anzi: la cattiveria. Si può anche definire ingiusta la sconfitta di Benevento (ci sta), ma così facendo si rischia di sbagliare il bersaglio.
Con tutta la stima (tanta) che abbiamo per Palacio, quando l'attacco di una squadra dipende da un quasi quarantenne non è mai un valore aggiunto, anzi spesso è un fattore penalizzante. E con tutta la stima (meno) che abbiamo per la difesa, a Benevento si è avuta la conferma che il buon Hickey sa attaccare ma non sa difendere e che – l’abbiamo già detto – con la partenza di Bani le alternative si riducono all'osso. L’errore di marcatura del giovin scozzese su Lapadula è costato caro. Così si perdono le partite, così ci si incaglia.
La verità è che oggi il Bologna oggi è una squadra incompleta, zavorrata da infortuni pesanti (Poli, Medel, Dijks) e costretta a reintegrare ragazzi che Mihajlovic aveva epurato: Calabresi e Paz. Non è un buon segnale, questa marcia indietro.
A noi oggi il Bologna sembra attrezzato per una onesta salvezza (tranquilli, tre peggiori ce ne sono, pure quattro-cinque), ma nulla più.
Ripiegate il pigiamino da Batman e riponete i sogni di gloria nel cassetto. Chi si accontenta gode è una balla. Chi si accontenta si accontenta, finita lì. 4,3 milioni spesi, 13,3 incassati, saldo di +9: è il bilancio a dettare ogni mossa, lo sapevamo anche prima ma questo deludente mercato del Bologna ce lo ha ripetuto, urlando con le mani a conca davanti alla bocca, così che si capisse meglio.
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