Bologna, Pagliuca: "Ma che cos'è diventato il calcio? Basta rigorini. Il VAR? Ci sono più polemiche di prima..."Bologna Sport News (Photo by Claudio Villa/Getty Images for UEFA Via OneFootball)
Le parole di Gianluca Pagliuca, ex portiere degli emiliani, sugli episodi di Fiorentina-Bologna e il Var
Una delle grandi innovazioni del mondo del calcio, è stata senza ombra di dubbio l’introduzione del VAR. L’auspicio iniziale è che questo strumento potesse anche placare le polemiche, tuttavia non è stato sempre così. Di questo ha parlato anche Gianluca Pagliuca, ex portiere del Bologna, nella lunga intervista rilasciata a Il Resto del Carlino. Andiamo a riportare di seguito un estratto delle sue parole.
Pagliuca esordisce svelando cosa ha pensato dopo aver visto i fischi di La Penna in Fiorentina-Bologna: “Ho pensato che i due rigorini a favore della Fiorentina La Penna li ha dati e i due che c’erano per il Bologna no. Intendiamoci: io sono contro tutti i cosiddetti rigorini, quelli che oggi ormai assegna il Var. Braccio staccato o attaccato al tronco, movimento congruo o innaturale, volume del corpo: ma che cos’è diventato il calcio?”
Poi prosegue: “I moviolisti e le polemiche c’erano anche quando giocavo io. Ma perché è stato introdotto il Var? Per facilitare il lavoro degli arbitri, per rendere più eque le loro decisioni, per limitare al minimo gli errori: purtroppo è successo l’esatto contrario. Oggi ci sono più polemiche di prima, più decisioni assurde, più ingiustizie”
Come se ne esce? La risposta di Pagliuca: “Se il Var deve essere usato in questo modo tanto vale toglierlo e tornare all’antico. Oppur usarlo per le cose che contano: vogliamo parlare dei simulatori che al primo mezzo sospiro si buttano e reclamano il rigore? Quello sarebbe un utilizzo saggio: prova televisiva e squalifica. Ma basta rigorini: non se ne può davvero più”
Pagliuca entra nel merito analizzando alcuni episodi del derby dell’Appennino: “Se è rigore quello di Bernardeschi su Kean nel finale di partita non vedo perché non dovrebbe essere rigre il tocco di mano di Dodô all’inizio. Lo ripeto: nel mio calcio ideale tutti e due non sono mai rigore, ma se queste sono le regole bisogna darli tutti. E invece non c’è uniformità”
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