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Serie A

Dzeko, dall’arrivo sfumato al Bologna all’ultimo posto con la Fiorentina

Momento difficile per Edin Dzeko, attaccante bosniaco ex Inter e Roma che aveva deciso di ripartire dalla Serie A e dalla Fiorentina dopo essere stato vicino al Bologna.

Non è un periodo facile per la Fiorentina. La società viola era partita con l’obiettivo di competere per le prime posizioni, soprattutto con il ritorno di Pioli. Dei buoni propositi che sono naufragati con delle prestazioni molo sottotono e un trend negativo che vede ancora clamorosamente i gigliati senza vittorie all’ultimo posto.

Tra i giocatori che hanno provato a caricare l’ambiente c’è stato Edin Dzeko, leader dei viola che ha avuto una prestazione sottotono contro l’Aek Atene e che ha parlato del difficile momento, ammettendo dei limiti evidenti da parte di alcuni componenti della rosa.

Dzeko, dalla possibile firma con il Bologna alla crisi con la Fiorentina

Una vera e propria beffa per Dzeko che in estate era stato vicino al Bologna prima di firmare alla Fiorentina, Risultato? I rossoblù tra le primissime posizioni in Serie A e con dodici risultati utili di fila e i gigliati con solo le due vittorie in Conference e zero in Serie A.

Delle scelte che creano dei what if incredibili nel calcio, e un rifiuto che poi ha portato i felsinei a puntare tutto su Ciro Immobile come attaccante di esperienza. L’ex Lazio deve ancora rientrare ma vuole dimostrare di essere ancora ai suoi livelli per cercare di rientrare nel giro azzurro.

Intanto Dzeko vuole ritornare decisivo e cercare da fare da chioccia a un gruppo che sembra con il morale a terra e dove nemmeno giocatori come Gosens e Kean riescono a rendere.

(Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images Via One Football)

Dzeko, lo sfogo dopo la sconfitta in Conference Leagueà

Edin Dzeko nelle ultime ore ha fatto discutere per le sue parole dopo la sconfitta con l’AEK Atene:

“Sinceramente non mi aspettavo una partita così perché ci siamo allenati veramente bene, il mister ci ha preparato al meglio anche tatticamente. Il primo tempo un po’ meglio perché avevamo creato qualcosina, poi loro hanno fatto gol ed è diventato difficile perché qualcosa dentro di noi succede qualcosa”. 

L’ex Inter non le manda a dire: “Poi vogliamo dire una cosa? Facciamo cagare, ok. Perdiamo le partite, ok. Ma non è possibile che in casa io ho tifosi che mi gridano contro. Io dico ai tifosi che alla fine potete anche fischiare, ma durante la partita ci vuole un po’ più sostegno perché è difficile che usciamo da questa situazione da soli. Bisogna uscirne tutti insieme e ci vuole più sostegno. Durante le partite non è possibile essere trattati così”.

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