Bologna, Rowe: "Daremo tutto per vincere. Vi dico uno degli aspetti più difficili del calcio italiano". Bologna Sport News (Photo by Abdullah Ahmed/Getty Images Via OneFootball)
Le parole dell’esterno inglese classe 2003 sulla finale, le difficoltà del calcio italiano e il Napoli di Antonio Conte
Uno dei volti nuovi del Bologna di Vincenzo Italiano è il classe 2003 inglese Jonathan Rowe, arrivato in estate dal Marsiglia. Dopo diverse difficoltà iniziali, il numero 11 rossoblù si è sciolto guadagnando spazio nelle consuete rotazioni del tecnico. Quest’ultimo si è raccontato nel corso dell’intervista al Corriere dello Sport, occasione per parlare della finale di domani e delle difficoltà del calcio italiano. Andiamo a riportare di seguito un estratto delle sue parole.
L’ex Marsiglia esordisce parlando del penalty calciato contro l’Inter in semifinale: “E’ sempre difficile tirarli in partite importanti. Io rigorista? E’ stato il secondo rigore che ho calciato in carriera! Credo in me stesso e l’ho fatto per aiutare la squadra”.
Sulla possibilità di vincere il primo titolo con i rossoblù: “Sarebbe il primo: darò e daremo tutto per provare a vincere”.
Sul Napoli, avversario in finale: “Grande squadra, con giocatori forti. Sarà una bella sfida: speriamo di affermarci come è accaduto in campionato”. Sulla difesa a cinque di Conte: “Questo è uno degli aspetti più complessi del calcio italiano: in tanti difendono così ed è più difficile per gli attaccanti”.
Sui tanti esterni protagonisti nella sfida di domani: “Sì è vero. Mi spiace solo che Bernardeschi non ci sarà”. Poi prosegue parlando del Bologna e della possibilità di vincere il secondo trofeo nel giro di sette mesi: “Sì è un grande club con una mentalità forte come le big. Stiamo crescendo passo dopo passo”.
Rowe sposta poi il focus sulla forza del gruppo: “E’ davvero un bell’ambiente e anche la concorrenza è un fattore positivo. Tutti lottano per giocare e questo non fa che aiutare la crescita”.
Diventare calciatore era scritto nel destino? La risposta di Rowe: “No, non credo nel destino. Se non hai talento non basta crescere a Wembley, anche se le persone e la famiglia mi hanno sempre aiutato. La cosa fondamentale è il lavoro”.
Sulle differenze tra Italiano e De Zerbi: “Il secondo preferisce il fraseggio, il primo è più diretto. Un aspetto unico di Italiano è che comunica la formazione un’ora e mezzo prima della partita. Sta imparando l’inglese, a volte mi chiede qualcosa e lo aiuto”.
Sul peso dell’essere l’acquisto più oneroso della storia del Bologna di Saputo: “Nessun problema e nessuna paura. Penso solo a lavorare e a dare il massimo.”
Infine chiosa sulla Nazionale inglese: “Se ci penso? Sì, ma bisogna lavorare ogni giorno e migliorare. Il resto verrà da solo.”
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