Jhon Lucumì ed un futuro da decifrare a Bologna: il difensore centrale può partire già in questa sessione, una big in piena emergenza pronta all’assalto
Quanto può durare l’equilibrio quando certe sirene tornano a farsi sentire? È una domanda che a Bologna circola sottovoce da mesi, anche se per un periodo sembrava rimasta chiusa in un cassetto. Jhon Lucumí era stato davvero vicino a salutare in estate, con la Premier League pronta ad accoglierlo.
Sunderland e Aston Villa avevano mosso passi concreti per il difensore colombiano, senza però arrivare al colpo decisivo. C’era una clausola da 28 milioni, valida solo nella finestra estiva, che avrebbe potuto cambiare tutto. Scaduta quella, Lucumí ha scelto di restare. Una decisione tutt’altro che scontata, che lo ha riportato al centro del progetto rossoblù.
Da possibile partente a pilastro del progetto di Italiano
La permanenza di Lucumí non è stata solo una questione contrattuale. È diventata una scelta tecnica forte. Vincenzo Italiano lo ha trasformato in uno dei cardini del suo Bologna, schierandolo quasi sempre dall’inizio al fianco di Heggem. Un segnale chiaro: fiducia totale, responsabilità importanti, leadership difensiva. Per settimane il tema mercato è sparito dai radar, come se quella porta fosse stata chiusa definitivamente.
E invece il calcio, si sa, ha memoria lunga. Quando un giocatore entra nei taccuini dei grandi club, difficilmente ne esce del tutto. Così il nome di Lucumí è tornato d’attualità, questa volta con contorni ancora più pesanti. Perché ora a bussare non è una semplice suggestione inglese, ma il Manchester City.
L’emergenza del City e l’ombra del mercato invernale

Il motivo dell’interesse è sotto gli occhi di tutti. Pep Guardiola sta affrontando una vera emergenza difensiva. Dopo la beffa di Stamford Bridge contro il Chelsea è arrivato anche il pareggio con il Brighton, ma soprattutto sono emersi i limiti di una retroguardia falcidiata dagli infortuni. Fuori Rúben Dias, fuori Josko Gvardiol, con un solo centrale di ruolo come Khusanov,
un Akè che Guardiola preferisce utilizzare da terzino e il giovane Alleyne richiamato dalla academy dopo il prestito al Watford.
Il City guarda al mercato non per opportunità, ma per necessità. L’obiettivo principale resta Marc Guéhi del Crystal Palace, destinato a liberarsi a zero in estate ma potenzialmente acquistabile già a gennaio. Accanto al suo nome, però, è comparso anche quello di Lucumí. Un profilo che piace per fisicità, affidabilità e capacità di adattarsi a un calcio intenso come quello inglese.
Il Bologna tra resistenza e tentazione
Difficile immaginare che il Bologna voglia privarsi del suo pilastro difensivo a stagione in corso. Soprattutto in un momento in cui l’equilibrio della squadra è già messo alla prova. Allo stesso tempo, però, pesa la volontà del giocatore. Lucumí non ha mai nascosto il desiderio di misurarsi con la Premier League, e certe occasioni non si presentano due volte.
Ogni dettaglio, a questo punto, viene letto in controluce. Anche la panchina contro l’Atalanta può sembrare un segnale,
un indizio, o semplicemente una scelta tecnica. Il confine è sottile. Il Bologna si trova davanti a una decisione delicata:
tenere duro e proteggere un asset fondamentale, oppure ascoltare il mercato e prepararsi a riscrivere una parte del proprio progetto.
Nulla è ancora deciso, ma qualcosa si muove sotto la superficie. E la domanda resta sospesa, quasi inevitabile: fino a quando Bologna e Lucumí riusciranno a resistere al richiamo dell’Inghilterra?





