Il senatore della Virtus Daniel Hackett parla ai microfoni di E’-tv. Si complimenta con i compagni e i dirigenti, spendendo due parole anche per il coach montenegrino.
Daniel Hackett di compagni di squadra ne ha avuti parecchi, ma questa Virtus ai suoi occhi è qualcosa di unico. Tra partenze e ritiri di vecchie bandiere, nello spogliatoio il playmaker con doppia cittadinanza italiana e statunitense è diventato un leader. Dall’alto dei suoi 38 anni che sono il timbro che certifica la sua grande esperienza col pallone a spicchi, Hackett ha parlato ai microfoni di E’-tv.
Il rapporto con i compagni e con il coach: “Ivanovic mi intimidiva”

Come riporta Il Resto del Carlino, il cestista classe 1987, che tra le tante esperienze ha avuto anche la partecipazione a tre campionati europei ed un mondiale con la casacca azzurra, ha parlato nella giornata di ieri riguardo ai rapporto che in spogliatoio ha con alcuni suoi compagni.
Tra i tanti giocatori che la Virtus ha nel proprio roster, Hackett ha voluto elogiare uno dei migliori della stagione in corso: Carsen Edwards. “Generoso, orgolgioso. Al PalaDozza, in alcuni frangenti, sembrava un marziano – dice Hackett – Ha avuto un calo, ma è dovuto anche al fatto che ha forzato i tempi per rientrare“. Il leader delle Vu nere dice che è necessario dare maggior supporto al numero 3 della Virtus, per cercare di farlo tornare alla sua forma migliore: “Dobbiamo aiutarlo a tirare con meno pressione“.
Due parole il numero 23 bianconero le spende anche per il coach montenegrino, di cui dice di aver diffidato inizialmente: “All’inizio ero scettico sulla scelta di Ivanovic, forse intimidito dalla sua figura e dal suo modo di lavorare. Poi abbiamo parlato e ci siamo capiti, e ora lo apprezzo tantissimo”. Continua Hackett descrivendo il proprio coach che ha guidato lui e i suoi compagni al 17° scudetto: “Un sergente di ferro che mette le cose in chiaro, che vuole allenamenti fatti in un certo modo. Spreme molto la squadra forse a volte con metodi barbari, ma è una persona vera e quadrata”.
“Questa è una Virtus diversa”, l’analisi sul resto della squadra
Hackett di compagni ne ha visti passare, e per lui è facile analizzare le differenze tra questa Virtus e quella dello scudetto. “La Virtus attuale rispetto al passato è diversa, è più giovane, con meno esperienza. Non abbiamo i grandi fuoriclasse degli ultimi anni, ma giocatori forti, giovani, di grande prospettiva futura”. Poi chiosa dicendo: “È una Virtus intrigante“.
Un complimento va anche al DG Paolo Ronci, che Hackett paragona ad “Uno squalo affamato che non si accontenta mai ed è sempre presente anche con i giocatori e lo staff“. La materia prima, dunque, c’è, e Daniel Hackett ne fa parte appieno. I risultati fin qui dimostrano una Virtus che fa del lavoro di squadra l’arma fondamentale. Un gruppo dove i veterani come lui possono sostenere i giovani talenti italiani come Niang e Akele sotto la direzione attenta di Ivanovic.





