Bologna, il mercato non aspetta: il centrocampo è il vero bivio

Il mercato del Bologna è entrato nel vivo:dopo l’ingaggio di Helland a sistemare la difesa, ora il focus è sul centrocampo

Ti sei mai chiesto se il primo acquisto di una stagione sia davvero quello più importante? A Casteldebole, in queste settimane, l’aria è esattamente questa: curiosità, attesa e una sensazione di movimento continuo che non si ferma al primo annuncio. L’arrivo di Eivind Helland, norvegese classe 2005 prelevato dal Brann, ha ufficialmente aperto il calciomercato Bologna, ma più che un punto di arrivo sembra un segnale. Il lavoro vero deve ancora cominciare.

Chi segue quotidianamente le dinamiche rossoblù lo sa: quando Giovanni Sartori muove i primi tasselli, lo fa per preparare il terreno. E infatti ora i riflettori si spostano su un reparto che, per numeri e incastri tattici, è destinato a cambiare volto: il centrocampo del Bologna.

Non è una rivoluzione annunciata, ma una costruzione paziente, fatta di valutazioni tecniche e opportunità di mercato. Le trattative sono tante, anche se nessuna è ancora davvero entrata nella fase calda. L’unica operazione vicina alla definizione è quella che riguarda Ibrahim Sulemana, pronto a tornare al Cagliari con passaggio da Bergamo. Un’uscita quasi fisiologica, che però potrebbe restare isolata.

Tra conferme, offerte respinte e strategie silenziose

La sensazione, parlando con chi gravita attorno all’ambiente, è che il Bologna non abbia fretta di smontare il centrocampo. Anzi. Dopo settimane di voci e sondaggi, la pista che porterebbe Giovanni Fabbian lontano dall’Emilia si è raffreddata. Lazio e Fiorentina hanno bussato, è vero, ma le richieste del club non hanno trovato terreno fertile.

E poi c’è Vincenzo Italiano, che sul ragazzo sembra avere idee chiarissime. Fabbian piace, convince e rappresenta un profilo su cui costruire continuità. Non è escluso che nuove offerte arrivino a breve, ma oggi il baricentro della trattativa pende verso la permanenza.

Ed è qui che il mercato del Bologna diventa interessante anche in entrata. Prima di affondare il colpo, la dirigenza vuole chiarezza su due situazioni delicate: quelle di Nicolás Domínguez e Federico Bernardeschi. L’argentino, come noto, chiede più spazio e guarda altrove per trovare continuità. Una richiesta legittima, che il club è disposto ad ascoltare solo a una condizione: il via libera definitivo al rientro di Bernardeschi dopo le visite del 21. Un equilibrio sottile, che tiene in sospeso decisioni importanti.

Adzic, il nome che può cambiare le carte

Vassilje Adzic
Adzic, il nome che può cambiare le carte (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Nel frattempo, però, Sartori non resta a guardare. Chi lo conosce racconta di un dirigente che ama farsi trovare pronto, soprattutto quando certe occasioni tornano a galla. È il caso di Vasilije Adzic, fantasista montenegrino classe 2006 oggi alla Juventus. Un nome che a Bologna circola da tempo, quasi sottotraccia. Due anni fa Sartori aveva già provato a portarlo sotto le Due Torri, senza successo. Ora lo scenario è cambiato.

Con l’arrivo di Spalletti, Adzic sembra essere finito ai margini del progetto bianconero, e il Bologna osserva con attenzione. L’idea è quella di sfruttare una finestra favorevole, magari con un’operazione intelligente, sostenibile, in pieno stile rossoblù. Un profilo giovane, tecnico, capace di accendere la manovra e dare imprevedibilità tra le linee. Esattamente ciò che servirebbe se Domínguez dovesse salutare.

Il centrocampo rossoblù, insomma, è ancora tutto da scrivere. E forse è proprio questo il bello. Tra certezze che resistono e nomi che emergono piano, il Bologna si prepara a scegliere la sua strada. Con calma, senza proclami. La domanda resta aperta: meglio puntare sulla continuità o lasciarsi tentare dall’ennesima intuizione vincente di Sartori?

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