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Bologna, ecco Sohm: cambio modulo in vista?

È ormai ufficiale lo scambio con la Fiorentina che vedrà Simon Sohm arrivare a Bologna e Giovanni Fabbian fare il percorso inverso. Ma come cambia lo scacchiere di Italiano con l’inserimento dello svizzero?

Simon Sohm è un centrocampista capace di abbinare qualità e quantità, ma tra lui e Fabbian ci sono svariate differenze. Lo svizzero, infatti, ama partire da mezzala, mentre l’ormai ex numero 80 rossoblù preferiva stare più vicino alla porta.

Ecco, allora, che con l’arrivo dell’ex Parma Italiano potrebbe valutare un cambio di modulo, magari un escamotage utile anche ad uscire dal tunnel negativo che il Bologna sta attraversando.

Sohm al Bologna: addio al 4-2-3-1?

Il 4-2-3-1 di Italiano non contempla di certo le mezzali, eppure il nuovo acquisto del Bologna Simon Sohm ama partire da quella posizione. In carriera – tra Parma e Fiorentina – ha rivestito anche altri ruoli, è vero, ma l’habitat ideale dello svizzero è il centrocampo a tre.

A Bologna di giocatori con le sue caratteristiche attualmente non ce ne sono: Moro e Freuler sono metronomi di qualità, Ferguson e Pobega danno grande densità ma non hanno lo stesso strappo offensivo, Sulemana poi è promesso sposo del Cagliari, quindi inutile considerarlo.

Sohm è una mezzala di strappo, il classico centrocampista box to box, capace di portare palla nella metà campo offensiva e rompere le linee difensive degli avversari.

Nel 4-2-3-1 classico del Bologna, lo svizzero difficilmente potrebbe coprire la mediana e sarebbe più facile considerarlo come alternativa a Odgaard, nel ruolo di numero 10. Tuttavia, il centrocampo rossoblù si adatterebbe anche al 4-3-3, con Freuler regista e Sohm e Ferguson sulle mezzali.

Sohm al Bologna: addio al 4-2-3-1? BolognaSportNews (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images Via OneFootball)

E Odgaard?

Nel 4-3-3 che abbiamo ipotizzato, rimarrebbe evidentemente fuori Jens Odgaard. Il danese ha dato il meglio di sé nel mezzo della trequarti e ha rilanciato la propria carriera grazie al 4-2-3-1 e al nuovo ruolo trovatogli da Italiano.

Ciò non toglie che il danese resti capace di agire come esterno d’attacco, ruolo ricoperto sia nella sua esperienza olandese che nelle prime fasi in rossoblù. Orsolini, Cambiaghi, Rowe, Dominguez, Bernardeschi e anche Odgaard: poche squadre in Italia possono vantare tanto talento sulle fasce.

Non bisogna poi dimenticare che i moduli nel calcio moderno sono schemi sempre meno fissi e non è da escludere che il passaggio dalla mediana a due al centrocampo a tre possa essere un’opzione da utilizzare a gara in corso. Insomma le valutazioni sono tante, ma la suggestione resta: 4-3-3 o 4-2-3-1, qual è la soluzione migliore?

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