Per la sfida decisiva contro la Lazio, Vincenzo Italiano sembra intenzionato a gettare nella mischia i suoi pezzi da novanta, mettendo da parte superstizioni e calcoli statistici.
Il ricordo della scorsa stagione, quando Santiago Castro giustiziò l’Atalanta entrando dalla panchina, resta una suggestione, ma la realtà attuale suggerisce una strategia diversa. Dopo il turno di riposo forzato contro il Parma — dove Dallinga non è riuscito a pungere — il centravanti argentino è il candidato numero uno per guidare l’attacco.
Nonostante un periodo di digiuno sotto porta che inizia a pesare, la sua capacità di lottare e risolvere i match nei minuti finali, come già dimostrato agli ottavi, lo rende l’unica vera certezza in una formazione altrimenti imprevedibile.
Bologna-Lazio, Castro e Orsolini per ritornare al gol
Il tecnico rossoblù deve però fare i conti con un’infermeria che non concede sconti. Il forfait dell’ultimo minuto di Heggem, fermato da un sovraccarico muscolare, si somma alle assenze di Lykogiannis e De Silvestri.
Ciò costringe la difesa a scelte quasi obbligate: davanti a Skorupski, la linea dovrebbe essere composta da Zortea e Miranda sulle fasce, con la coppia centrale Lucumì-Casale. A centrocampo, il timone resta nelle mani di Freuler, scortato probabilmente da Pobega e un Odgaard sempre più calato nei panni della mezzala dinamica.

Resta invece aperto il ballottaggio sugli esterni offensivi. Sebbene Bernardeschi e Rowe abbiano brillato nell’ultima uscita, il rischio di logorio fisico potrebbe spingere Italiano a lanciare dal primo minuto Orsolini e Cambiaghi, tenendo pronti i titolari per l’assalto finale. In una serata dove l’errore non è ammesso e il peso della maglia si fa sentire, la speranza della piazza è che Castro ritrovi quel cinismo da “killer” d’area necessario per scardinare la solidità laziale e regalare al Bologna un’altra notte di gloria.
In questa notte da dentro o fuori, gli occhi sono tutti su Riccardo Orsolini. È lui l’uomo del destino, l’unico capace di inventare la giocata vincente dal nulla. Quando è in serata, l’esterno rossoblù diventa un incubo per le difese avversarie, come dimostrato nel finale elettrizzante contro il Parma: un palo clamoroso, parate d’istinto subite e dribbling che hanno lasciato i marcatori sul posto.
Il numero 7 deve ripartire esattamente da quel forcing furioso, trasformando la delusione dell’ultima sconfitta in pura cattiveria agonistica. Per piegare la Lazio serve quella “fame” che solo chi ha il gol nel sangue possiede. Italiano gli ha lasciato solo pochi minuti contro il Parma, e il suo ingresso ha totalmente cambiato la partita. La speranza è che Orsolini scenda in campo stasera con la stessa fame e possa tornare ad essere decisivo.





