Contro la formazione di Maurizio Sarri, per i rossoblù matura l’eliminazione ai quarti di finale.
E se va anche la Coppa Italia. Un campionato che si sta trasformando in un vero e proprio calvario, a cui s’aggiunge un’eliminazione ai quarti di finale della Coppa Nazionale, per una lotteria ai calci di rigore persa contro la Lazio. Un Bologna che ha mancato l’approdo alla seconda semifinale consecutiva, sancendo la fine del sogno di ripetere la straordinaria impresa della scorsa primavera.
Alla vigilia sembra esserci tutto, ma proprio tutto, per andarsi a giocare contro l’Atalanta, la possibilità di rigiocare un’altra finale in quello stadio Olimpico che meno di un anno fa, rese magica la notte rossoblù con la conquista di quel trofeo che nella città dei portici mancava da oltre mezzo secolo.
Vantaggio rossoblu con Castro
Non aver sfruttato il fattore campo, (nonostante il Dall’Ara ultimamente sia stato paradossalmente più nemico che alleato), è stato il vero peccato veniale di una partita che poteva ancora dare un senso alla stagione degli emiliani, che adesso pare stia sempre più sfociando in un autentico calvario. E dire che la sfida contro la formazione di Maurizio Sarri pareva essere quella che poteva riportare il Bologna ai livelli ai cui tutti eravamo abituati fino al mese di novembre.
Un vantaggio bolognese realizzato da Castro al 29′, bravissimo a farsi a trovare appostato all’interno dell’area di rigore laziale sul calcio d’angolo battuto da Moro, che sembrava potesse l’inizio di una partita in grado d’assumere i contorni del happy end conclusivo.
Ripresa con l’epilogo finale negativo
Il miracolo di Skorupski su Daniel Maldini al 35′, dopo la splendida palla di Pedro, (poi uscito per infortunio) è sembrato essere in una vero e proprio appuntamento con il destino per il portiere polacco, dopo l’espulsione di Genova che ha dato i là al crollo verticale contro la formazione di Daniele De Rossi.

Il pari laziale ad inizio ripresa firmato da Noslin (48′), ha preceduto una parte finale di partita in cui poche sono state le emozioni, trascinandola lentamente verso la lotteria dei calci di rigore che al Bologna ha lasciato un vero e proprio amaro in bocca.
A fare cilecca sono stati Ferguson e Orsolini, due che dal dischetto non hanno quasi mai tradito, che in una serata all’insegna del non c’è più un domani, hanno contribuito a “scucire” la coccarda tricolore dalle quelle maglie color rossoblù. Il piazzato di Taylor ha lasciato di ghiaccio un Vincenzo Italiano che adesso rischia seriamente di finire sul banco degli imputati. Addio (o quasi) ai sogni di gloria europei in campionato, eliminato anche dalla Coppa Italia, l’Europa League sembra essere rimasta l’unica valvola di sfogo in un’annata che si sta sempre più trasformando in fallimentare.
Il settimo posto difficile ma non impossibile
Un settimo posto, che significherebbe qualificazione in Conference League solamente se le due finaliste della Coppa Italia chiuderanno nelle prime sei posizioni, lontano nove punti che non autorizza (non tanto per il distacco), sogni di provare ad riacciuffarlo negli ultimi tre mesi e mezzo di campionato se continuerà ancora a prolungarsi il terribile calvario iniziato a fine novembre, con la sconfitta contro la Cremonese al Dall’Ara.
Affidarsi alla cabala potrebbe essere l’unica ancora di salvataggio tenendo conto del cambio di marcia della scorsa primavera culminato con la conquista di quel trofeo che il Bologna, il prossimo tredici maggio, sarà purtroppo costretto a cedere ad un’altra squadra.





