Bologna, Bernardeschi suona la carica: “Con il Villa abbiamo il 50% di possibilità. Nazionale? Non è ancora un discorso chiuso”. BolognaSportNews (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)
Arrivato in estate come un’incognita, Federico Bernardeschi ha subito mostrato il suo valore, conquistandosi la fascia destra del Bologna. Da vero leader, ha raccontato in anteprima la sfida di domani
Quando è atterrato a Bologna, in molti erano scettici. Eppure, settimana dopo settimana, Federico Bernardeschi ha conquistato la fiducia dei tifosi e, prima ancora, quella di Italiano. Il 10 rossoblù ha persino scalzato Orsolini nelle gerarchie e si è imposto tra gli uomini copertina dei felsinei.
Ora il Bologna in versione Europa ha bisogno della sua esperienza. Alla vigilia dell’andata contro l’Aston Villa, Berna si è raccontato a la Repubblica di Bologna: la sfida agli inglesi, la crescita personale, la Nazionale e molto altro ancora.
Il tema del momento, ovviamente, è la doppia sfida di Europa League contro l’Aston Villa, che – in caso di esito positivo – potrebbe portare il Bologna ad una storica semifinale. Chi ha più chances?
Cinquanta noi e cinquanta loro. Loro sono una grande squadra, ma noi possiamo giocarcela
E cosa deve fare il Bologna per giocarsela alla pari?
Approcciarla con intensità stando molto concentrato sui dettagli che a questi livelli fanno la differenza
Sarà una doppia sfida che avrà inizio al Dall’Ara: ma c’è una spiegazione per il rendimento opposto tra casa e trasferta?
Non c’è una causa specifica. Al Dall’Ara ne abbiamo sbagliate tante forse perché siamo più frenetici, vogliamo risolvere tutto subito mentre fuori giochiamo con più pazienza, palleggiamo di più e aspettiamo che si aprano gli spazi, coi tempi giusti
Un po’ di incostanza si vede anche nell’arco dei 90 minuti, Cremona ne è un piccolo esempio:
Abbiamo alti e bassi, un po’ di montagne russe. Dobbiamo ancora maturare nel gioco, nel leggere le partite el momenti. Però abbiamo lo stesso raggiunto traguardi importanti come la finale di Supercoppa o questi quarti di finale. L’ottavo posto in campionato è tutto demerito nostro, ma nel calcio non si sa mai. Tiriamo fuori tutto una partita alla volta e vediamo che succede, cercando di divertirci in coppa
Forse è un Bologna troppo Europeo per certi versi…
In Europa le partite si giocano, nessuno vuole lasciare il comando agli altri e chiudersi. A ritmi alti la qualità si alza, aumenta la corsa, la voglia. Perdere 1-0 o 4-0 è uguale, nessuno può speculare
Dall’ultima sfida ai Villans molte cose sono diverse, lo stesso Bernardeschi, che a settembre sembrava faticare parecchio:
I cambiamenti sono sempre incognite, dovevo adattarmi, avevo perso la preparazione, mi servivano un paio di mesi per ingranare
Ha mai dubitato di farcela?
Mai.
Bilancio personale positivo? Ditelo voi, io direi di sì
Cosa ha imparato a Bologna?
Ho avuto la conferma di quel che pensavo di me. Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi, ero sicuro che ce l’avrei fatta.
Tecnicamente poi con Italiano ho aggiunto ancora qualcosa, come specifici movimenti, nel mio bagaglio tecnico
Nella gara a un posto da titolare, Bernardeschi sembra aver superato anche Orsolini: chi lo avrebbe mai detto?
Nelle grandi squadre la concorrenza c’è sempre, sennò non sono grandi squadre. Ricky è un grande giocatore, sono momenti, nessuna preoccupazione
Se dovevo calciare io il rigore alla Lazio? È stato giusto così
Tra l’altro all’Olimpico Berna ha rivestito il ruolo di mezz’ala:
Mi è piaciuto, ce l’ho nelle corde. Bisognerebbe lavorarci di più, ma non c’era stato tempo
Qual è stata la sorpresa più grande del Bologna?
Il gruppo, molto serio e legato, con tanti valori
Qui è diventato anche mentore, specie con Rowe. Gli dà consigli?
Spesso. Gli dico che è fortissimo, devastante nell’uno contro uno, e se impara anche ad avere più visione e capire il momento giusto delle scelte può diventare un top player
Passiamo alla Nazionale: deluso per la mancata convocazione?
Ho capito la scelta del ct, ci poteva stare anche se stavo facendo bene. Per me la Nazionale non è un discorso chiuso
Com’è la situazione intorno all’Italia?
Si è creato intorno alla Nazionale un clima quasi di rassegnazione, di tragedia imminente, un’atmosfera che non fa bene a nessuno, non alla squadra né ai giocatori né al Paese. Perché poi quando si vince un Mondiale, vinciamo tutti
Mondiale che era uno stimolo in più anche per Berna: quali motivazioni avrà il prossimo anno a Bologna?
Cerchiamo di portare qualcosa a casa quest’anno e poi vediamo. Il Bologna deve avere l’ambizione di stare in Europa fisso, restarne fuori sarebbe triste. Qui sto benissimo, la gente ha gioia di vivere e sa divertirsi
Un appassionato come lui, avrà già un tatuaggio che lo lega all’esperienza bolognese…
Non ancora, ma ne sto pensando uno un po’ aggressivo, vedremo
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