Dall’Europa League alle incertezze sul futuro: Jhon Lucumí suona la carica in vista di Bologna-Aston Villa e dà i primi indizi per il prossimo calciomercato estivo
Per tre anni aveva lasciato parlare il campo. Jhon Lucumí si è sempre espresso sul rettangolo verde, tra chiusure difensive, anticipi e la grande professionalità che lo ha sempre contraddistinto. Ma alla vigilia del quarto di finale di andata di Europa League, il Corriere dello Sport ha rilasciato una lunga intervista al colombiano, con diversi spunti interessanti.
La sfida ai Villans è il tema caldo della settimana, ma quando si parla di Lucumí, non si possono tralasciare interrogativi sul mercato. Le parole del difensore.
Bologna, Lucumí: “Non abbiamo paura dell’Aston Villa: vogliamo l’impresa”
145 presenze con il Bologna e tanta esperienza internazionale anche con la Colombia: come si fa a vincere una sfida così importante?
l dettagli faranno grande differenza. I calci d’angolo, le punizioni e altre situazioni che molte persone pensano non abbiano importanza: sono quelli che hanno più valore in queste partite
E a livello mentale?
Forse è vero, come si dice, che è facile preparare appuntamenti come questi perché non si deve trovare nessuna motivazione in più. Credo che, nella posizione in cui siamo, la motivazione e la voglia ci saranno sempre. L’atteggiamento sarà il migliore, e da quel punto di vista, ci troveremo ad essere tutti molto concentrati, con la voglia di voler fare una grande partita
Ma quanta pressione si avverte davvero?
Se vogliamo giocare ad alto livello dobbiamo abituarci ad arrivare a queste fasi. Credo che non ci sia pressione, per noi è motivazione e voglia di poter regalare un’altra gioia alla nostra gente
A proposito della gente, quanto è forte il calore della tifoseria rossoblù?
Negli ultimi tre anni e mezzo il Bologna ha avuto una crescita spettacolare e l’affetto i tifosi lo dimostrano venendo a vederci anche ogni tre giorni
Ormai Bologna-Aston Villa sta diventando un grande classico, c’è più fiducia o preoccupazione?
Si può leggere in entrambi i modi, ma per noi è soprattutto un’opportunità. La seconda partita contro di loro è stata migliore della prima che abbiamo giocato là, e da allora siamo cresciuti. Adesso abbiamo due grandi occasioni, una davanti alla nostra gente. Dobbiamo sfruttarle, giocando con l’emozione di offrire alla città sfide di questo livello e con la voglia di dimostrare sul campo che possiamo andare oltre le aspettative. Non siamo favoriti, è chiaro, ma vogliamo riuscirci per noi stessi e per la gioia di competere ad alto livello
Conosce la squadra di Emery? Quali sono i loro punti di forza?
Loro hanno più esperienza internazionale, i giocatori di qualità che hanno, lo staff tecnico molto esperto in questi tornei e che sta facendo molto bene in Premier, ma dipende da come ci si prepara e da come si affrontano le partite. Nel calcio di oggi ci sono squadre e nomi importanti, ma se non lo dimostri in campo non serve a nulla.
Sono una grande squadra come collettivo. Da tanto tempo stanno facendo un percorso con il loro allenatore, dunque si conoscono e sanno quello che vogliono. Quando affronti squadre di questa grandezza devi fare prestazioni quasi perfette
Sarà la gara d’andata a decidere le sorti della sfida?
La cosa più importante è mantenere sempre la sfida aperta, viva, perché può succedere qualsiasi cosa. E alla fine vedremo chi passerà. Contro la Roma, qui a Bologna, abbiamo pareggiato e all’Olimpico, anche se tutti pensavano che ci avrebbero fatto molti gol e che la pressione avrebbe influito a loro favore, abbiamo vinto. Bisogna sempre rimanere dentro al gioco, perché poi ci sarà sempre un’opportunità.

Il futuro incerto di Jhon: “Qui sto bene, ma non è il momento di parlare di rinnovo. Se andrò via non sarà tanto per”
Lucumí è il leader indiscusso della difesa rossoblù, ma qualche errore lo ha commesso anche lui negli ultimi anni. Come spiega quelle défaillance?
A volte per superficialità, a volte per la sicurezza molto grande che ho nella mia condizione, ma questo non può succedere se voglio raggiungere grandi obiettivi personali e di squadra. Ed è su questo che sto lavorando
E il termine “lucumata”, come lo fa sentire?
Non sono abbastanza importante da arrabbiarmi per questo. So benissimo quando ho sbagliato e cerco di migliorare. Non posso fare altro. Una volta che l’errore è già stato commesso la cosa più importante è ciò che viene dopo. Lavorare per fare in modo che non accada di nuovo. Poi ammetto che non subito, ma col passare dei giorni, quando lo sento a volte rido perché fa parte del gioco
Riguardo al mercato: c’è speranza di vederlo a lungo ancora a Bologna?
In questo momento la mia attenzione è rivolta solo a concludere la stagione al meglio e ad aiutare la squadra. Poi mi siederò con la mia famiglia, con mia moglie, e vedremo con il mio gruppo di lavoro cosa sarà meglio per la mia carriera. Ora la mia priorità è dare il massimo per il Bologna. E credo che in questo momento parlare di un rinnovo non sia la cosa importante
Qui, dove l’affetto comunque non manca:
Sono davvero grato ai tifosi per come mi hanno accolto, mi hanno trattato, per l’affetto che hanno dimostrato a me e ala mia famiglia. Siamo felici qui, non possiamo che esprimere in maniera totale la nostra gratitudine per tutto quello che Bologna ha fatto per noi
Cambiare tanto per cambiare non avrebbe senso, o sbaglio?
Si. E penso sia giusto prendere una decisione basandosi su ciò che è meglio per me, per la mia famiglia, per tutti. Non credo che nessuno prenda una decisione tanto per fare o semplicemente perché vuole andarsene. Anche io non lo farò. Solo dopo aver valutato tutto deciderò

Torniamo al campo, dopo l’Europa toccherà al campionato. Ci sono ancora motivazioni per fare bene in Serie A?
Se non ne avessimo non saremmo giocatori di calcio, né giocatori del Bologna. Arrivare ottavi, poi, ti porta direttamente agli ottavi di Coppa Italia ed è un vantaggio importante. E poi per diventare giocatori d’élite bisogna abituarsi a questo, perché è così che ci si prepara se si vuole giocare per il Real, il Barcellona o altri grandi club. Dobbiamo costruire questa mentalità già adesso e portarla sempre a Bologna: ogni tre giorni bisogna competere al massimo, perché questo è il calcio di alto livello





