Dalla Roma nelle notti di Champions ad autista di Uber: la svolta clamorosa dell’ex campione

Una storia inattesa che parte dal calcio che conta e porta altrove. Un cambio di vita che sorprende e fa riflettere

Cosa succede quando si spengono i riflettori degli stadi e il rumore della folla lascia spazio al silenzio quotidiano? È una domanda che accompagna tanti ex calciatori, ma pochi trovano una risposta così concreta e, per certi versi, sorprendente. Non tutti scelgono la panchina, la scrivania o i riflettori televisivi. Qualcuno preferisce cambiare prospettiva, rimettersi in gioco davvero, lontano da quel mondo che per anni è stato casa.

E allora capita che una storia inizi a circolare sui social, che un nome familiare torni improvvisamente sotto i riflettori per un motivo completamente diverso. Un profilo, qualche recensione, numeri che crescono. E la curiosità esplode: possibile che sia davvero lui? Sì, perché dietro quel volante c’è proprio Max Tonetto, ex difensore della Roma, protagonista anche con Sampdoria, Lecce, Bologna e Milan.

Una scelta diversa: investimento e passione

Max Tonetto in unInter-Roma contro Ibrahimovic
Una scelta diversa: investimento e passione (Ansa Foto) – BolognaSportnews

La prima reazione è quasi automatica: “Lo fa per bisogno?”. In realtà no. La storia della nuova vita di Tonetto è molto diversa dal cliché dell’ex calciatore in difficoltà economica. Secondo quanto riportato da fonti autorevoli come Repubblica, si tratta di una decisione lucida, imprenditoriale. Un investimento nel settore NCC (noleggio con conducente), accompagnato dalla volontà di vivere in prima persona l’attività.

Il suo profilo su Uber è diventato rapidamente virale, superando le 190 corse. Numeri che raccontano non solo curiosità, ma anche fiducia. Perché salire in macchina con un ex protagonista della Champions League non è un’esperienza che capita tutti i giorni. E chi ci è salito racconta di conversazioni autentiche, lontane dai cliché, tra calcio vissuto e vita reale.

Dal campo alla strada: storie che continuano

Guidare per ore, attraversare la città, incontrare persone sempre diverse. In fondo, anche questo è un modo per restare dentro una partita, solo con regole differenti. La carriera dopo il calcio di Tonetto si muove su binari concreti, fatti di chilometri e incontri, ma non perde quel senso di disciplina e dedizione che lo ha accompagnato in campo.

C’è qualcosa di profondamente umano in questa scelta. Non è solo una questione di business o di immagine. È il desiderio di restare attivi, di non fermarsi al passato. Di dimostrare che si può essere un ex calciatore senza vivere di nostalgia. E forse è proprio questo che colpisce di più: la naturalezza con cui Tonetto passa da un ricordo di uno spogliatoio europeo a una corsa nel traffico quotidiano.

In un’epoca in cui molti inseguono visibilità, questa storia va in controtendenza. Più silenziosa, ma forse proprio per questo più forte. E viene da chiedersi: quanti altri protagonisti dello sport sarebbero pronti a rimettersi in gioco così, senza filtri, semplicemente cambiando strada?