Rossoblù che ancora mancano l’appuntamento con la vittoria in casa, con lo 0-0 con il Cagliari.
Da dove partire per commentare uno scialbo 0-0 di un Bologna-Cagliari di inizio maggio al Dall’Ara? E dire che il destino, alla vigilia, aveva rimesso i rossoblù nella condizione di ritornare a sognare quel settimo posto, nel caso di vittoria contro la formazione di Pisacane, complice il pari del sabato sera tra Atalanta-Genoa. La sfida contro i cagliaritani ha per l’ennesima volta messo in evidenza come lo stadio Dall’Ara, durante questa stagione, si stia dimostrato più nemico che un vero e proprio alleato. Le vittorie contro l’Udinese e il Lecce (in campionato) sono rimasti gli unici casi isolati di un 2026 per una squadra che rischia di chiudere l’annata come mai nessuno immaginava che si concludesse ad inizio stagione.
L’artiglieria pesante non è bastata
Ebbene si, perchè sta diventando sempre più grande il rischio che il Bologna perda anche quell’ottavo posto che vale nulla ai fini di una qualificazione europea, ma che può determinare la programmazione della prossima stagione. Iniziare l’annata ventura già da agosto, significa accorciarsi le vacanze post campionato, che nell’anno dei Mondiali potrebbe essere penalizzante per il proseguo della stagione.
Il pari contro il Cagliari è stata un’altra dimostrazione di come il Bologna continui a fare fatica non solo a vincere in casa, ma mettere sotto le squadre che le stanno dietro in classifica, particolare che ha fatto la differenza in un campionato che per la formazione di Italiano doveva trasformarsi in quello della “riconferma” del bellissimo percorso iniziato due anni fa con la gestione di Thiago Motta e proseguito con il tecnico siciliano. Gettare l’artiglieria pesante nella ripresa, con Bernardeschi, Orsolini, Rowe e Castro tutti insieme ed appassionatamente in campo, è stata una scelta che alla lunga non ha pagato.

Cagliari bravo ma sfortunato
Una difesa, quella cagliaritana, che ha retto e bene ai possibili tentativi di far male dell’attacco bolognese, grazie a Yerry Mina che ha sfoderato una prestazione da autentico leader della retroguardia. Cagliari che ha addirittura rischiato di poter festeggiare in anticipo la matematica salvezza, quando al 80′ Zè Pedro ha avuto l’occassione colossale di portare in vantaggio i sardi, spendendo alto a tu per tu con Pessina. Archiviata la sfida con il Cagliari, per il Bologna d’iniziare a pensare alle due trasferte consecutive contro il Napoli e l’Atalanta.
Bologna, adesso testa al Napoli ed Atalanta
Sfide dal coefficiente di difficoltà totalmente diverso tra loro, ma d’affrontare con la stessa concentrazione ed attenzione per non finire male un’annata che si sta trasformando sempre più in un calvario senza fine. La passerella conclusiva di fine campionato contro l’Inter al Dall’Ara, servirà solamente per dare addio ad una stagione che fino ad aprile ha permesso ad una città intera di sognare addirittura la vittoria di una coppa europea, ma che (quasi) sicuramente non rivedrà la propria squadra disputare nessuna competizione internazionale nella prossima stagione.
Se quest’anno quattro sono stati i fronti che il Bologna ha dovuto reggere con il sogno di poter conquistare anche la Supercoppa Italiana, dopo la Coppa Italia nella notte magica dell’Olimpico, la sensazione è che nell’anno che verrà (parafrasando la canzone tanto cara del grande Lucio Dalla) le attenzioni principali saranno principalmente rivolte al campionato. Il quinto posto conquistato nell’annata storica di due anni orsono, attende d’essere quantomeno eguagliato.





