Bologna, due anni dopo la storia si ripete. Sconfitto ancora il Napoli al Maradona.

Bernardeschi, Orsolini e Rowe firmano l’impresa in casa della formazione di Antonio Conte.

Era evidentemente destino. Due anni dopo, stessa storia, stesso posto, questo bar. Anzi no, medesimo stadio. Gli anni, uno dei brani simbolo della storia musicale degli 883, con in testa il grande Max Pezzali, non può che essere parafrasata per esaltare il colpaccio del Bologna contro il Napoli al Maradona.

L’undici Maggio il denominatore comune, tra l’impresa che due anni fa ha compiuto Thiago Motta battendo Calzona in una partita che certificò come i rossoblĂą abbiano meritato di centrare lo storico approdo in Champions League. E quella ottenuta con la gestione di Vincenzo Italiano, bissando l’affermazione del Dall’Ara dello scorso nove novembre in quella che è sembrava essere stata una vittoria che poteva permettere agli emiliani di pensare veramente in grande.

Vittoria significativa ma non importante in chiave europea

Peccato veramente che il trionfo contro la formazione di Antonio Conte non servirà per riacciuffare quel settimo posto che salverebbe (almeno in parte) la stagione del Bologna, anche se matematicamente rimane ancora la speranza che tutto ciò possa accadere.

Manco a farlo apposta, perchè domenica sarĂ  previsto proprio lo scontro diretto a Bergamo contro l’Atalanta, che adesso detiene l’ultimo piazzamento utile per centrare la qualificazione in Conference League (ammesso e concesso che l’Inter domani sera riuscirĂ  a vincere la Coppa Italia).

Non solo, perchè il colpaccio del Maradona, è servito anche a riscattare (anche se fino ad un certo punto) l’amarezza per aver perso la finale di Supercoppa Italiana proprio contro contro i partenopei. SarĂ  stato uno scherzo del destino oppure causalitĂ , ma ad avviare la vittoria bolognese, nel tempio calcistico che ha consacrato leggenda assoluta El Pibe de Oro, è stato colui che ne indossa lo stesso numero di maglia.

Non avrĂ  la classe cristallina e la storia calcistica dell’argentino, ma Federico Bernardeschi merita comunque di salire agli onori della cronaca per la prodezza che ha permesso di portare avanti gli emiliani, grazie ad una perfetta conclusione impredibile per Milinkovic-Savic, dopo soli nove minuti di gioco.

Il raddoppio rossoblĂą di Orsolini, la rimonta napoletana con Di Lorenzo ed Alisson Santos

Una traversa colpita da Miranda, che poteva decretare anzitempo il k.o del Napoli, prima del calcio di rigore realizzato da Orsolini al 34′, che sembrava aver certificato con grande anticipo una vera e propria impresa contro la seconda in classifica. E invece no, perchè Di Lorenzo prima, che riscatta l’ingenuitĂ  per aver commesso il fallo da rigore che ha portato al raddoppio rossoblĂą, Alisson Santon subito dopo rimettono in situazione di totale equilibrio una sfida che per il Napoli sembrava essere ormai alla deriva.

Il raddoppio rossoblĂą di Orsolini, la rimonta napoletana con Di Lorenzo ed Alisson Santos. Bologna Sport News (Photo by Francesco Pecoraro/OneFootball)

Un 2-2 che ha permesso al Bologna sembrava aver spalancato le porte di un possibile rischio verso il tracollo definitivo, meno male che poi è arrivato il colpo del k.o. La stoccata risolutiva nel cuore della formazione napoletana inflitta da Jonathan Rowe, ha permesso al Bologna di sbancare Napoli e di regalarsi una serata di gala.

Un successo che alla fine della fiera potrebbe anche provocare rabbia, perchĂ© è stata la dimostrazione di come la formazione di Vincenzo Italiano abbia dei valori importanti. Non per nulla è arrivata a giocarsi un quarto di finale di Europa League, una finale di Supercoppa Italiana, battendo due volte il Napoli in campionato e il Como al Dall’Ara.

Adesso testa ad Atalanta ed Inter per chiudere bene il campionato

Non sarĂ  stato il successo che segnerĂ  la svolta della stagione, ma quello da cui ripartire. In vista delle ultime due partite di campionato, diverse tra di loro per avversario di fronte e le motivazioni agli antipodi di Atalanta ed Inter, che serviranno anche per gettare le basi per un futuro che si spera possa ancora essere pieno di soddisfazioni.

D’accordo che piangere al morto sono lacrime perse, ma non sarebbe sbagliato mangiarsi le mani se si ripensa che il Bologna al Dall’Ara ha toppato sfide sulla carta abbastanza agevoli contro Cremonese, Fiorentina, Parma, Lazio e Verona. Un rovescio della medaglia in piena regola se si pensa alle otto vittorie nelle ultime dieci partite ottenute in trasferta.

Adesso testa ad Atalanta ed Inter per chiudere bene il campionato. Bologna Sport News (Photo by Francesco Pecoraro/OneFootball)

Tradotto : bastava vincerne almeno due per parlare di un finale di stagione totalmente diverso. Che avrebbe permesso di pianificare il viaggio in terra bergamasca con la consapevolezza di non avere per forza l’assillo di vincere obbligatoriamente nella prospettiva di appropriarsi della settima posizione.

Affrontare poi l’Inter all’ultima del Dall’Ara, che (in teoria) può anche aver centrato il double nazionale (Campionato-Coppa Italia), avrebbe potuto dare la spinta necessaria per conquistare la terza qualificazione europea consecutiva. Ed invece, purtroppo, niente sarĂ  di tutto questo colpa di un Bologna da montagne russe. A meno di clamorosi colpi di scena dell’ultim’ora, anzi da ultime due giornate.