Il racconto shock dell’ex Napoli: “Vivevo con 20 euro. Il mio procuratore mi stava fregando”

Il racconto shock dell’ex calciatore di Napoli e Verona su quando era giovanissimo e viveva con pochissimi soldi

Tra i giocatori passati da Napoli e cresciuti maggiormente nel corso degli ultimi anni compare sicuramente Jorginho. Un’ascesa divenuta possibile grazie al lavoro di Maurizio Sarri, il quale lo ha plasmato rendendolo nel tempo uno dei migliori registi del panorama europeo, divenendo protagonista anche grazie alla vittoria della Champions League e degli Europei.

La rivelazione di Jorginho sul suo passato

La sua carriera non è stata però sempre semplicissima, come raccontato dal diretto interessato al programma SBT Rio. In questa occasione l’ex Napoli ha rivelato di essere stato vittima di una truffa da parte del suo procuratore dell’epoca, quando giocava nelle giovanili del Verona.

Jorginho dal dischetto
La rivelazione di Jorginho sul suo passato. Bologna Sport News (Ansa foto)

Il centrocampista esordisce parlando delle sue difficoltà economiche: “Vivevo con 20 euro a settimana, in un seminario. Avevamo colazione, pranzo e cena, ma oltre a questo tutto era limitato, perché avevo solo 20 euro. Ho vissuto così per un anno e mezzo, finché non sono passato in prima squadra”.

Poi il confronto con Rafael (ai tempi portiere del Verona, ndr): “Dopo un po’ di tempo, ho conosciuto il portiere del Verona. Si è avvicinato e mi ha detto: ‘Sei brasiliano, perché non mi hai chiamato a fare due chiacchiere?’. Poi ha iniziato a chiedermi della mia storia, finché non siamo arrivati alla questione dei 20 euro. È rimasto sconvolto”.

Il racconto di Jorginho

L’ex Napoli e Chelsea prosegue raccontando del consiglio di Rafael e della incredibile scoperta: “Ha detto: ‘Non è possibile. Ti stai già allenando con la prima squadra. C’è qualcosa che non va’. Così è andato a controllare, finché non ho scoperto che il mio procuratore (dell’epoca, ndr) mi stava stava fregando. È stato complicato, ho pensato di mollare. Sono tornato a casa piangendo. Grazie a Dio, i miei genitori non me lo hanno permesso. Poi è arrivato il primo contratto professionistico con l’Hellas Verona, e da lì in poi è storia”.