Simonelli senza filtri: “Non ho mai capito la sudditanza psicologica nei confronti dei tifosi delle curve”

Le parole del presidente della Lega di Serie A sulla stagione appena conclusa e un possibile campionato a diciotto squadre

Il campo ieri sera ha dato gli ultimi attesi verdetti, ne consegue che fuori dal rettangolo verde è già tempo di bilanci. A fare il primo è stato il presidente di Lega Serie A Ezio Simonelli nel corso del suo intervento a Radio Anch’io Sport. Andiamo a riportare di seguito quanto dichiarato.

Le parole di Ezio Simonelli

Simonelli esordisce complimentandosi con Roma, Lecce e Como: “E’ stato un campionato combattuto e bello da vedere, complimenti al Como passato in 4 anni dalla Serie D alla Champions. Credo non sia mai successo, complimenti per la programmazione. Ma complimenti anche alla Romaper il ritorno in Champions e al Lecce per la salvezza”.

Poi prosegue: “Direi un bilancio positivo rovinato da questo finale di ieri che tutti avremmo voluto evitare. Il calcio italiano è ancora apprezzato, non sono d’accordo che sia un disastro visto che i dati di audience e di pubblico allo stadio vanno in un’altra direzione”.

Le parole di Simonelli sui fatti di Torino

Successivamente sposta il focus sui fatti di Torino: “Niente derby nei finali di campionato? Questa è una cosa di cui dovremo tenere conto nel dare le 400 e oltre variabili a chi crea il calendario. Ci sono variabili sportive e non sportive, sicuramente inseriremo un parametro per evitare i derby a fine stagione. Ma la perfezione non è di questo mondo. È surreale che una parte minoritaria di tifosi si arroghi il diritto di decidere se una partita si può o non si può giocare. Non ho mai capito la sudditanza psicologica che società e giocatori hanno nei confronti dei tifosi delle curve. I tifosi sono quelli di tutto lo stadio. Non solo quelli delle curve, è una cosa che a me non piace”.

Infine chiosa sulla riduzione della Serie A a diciotto squadre e la contemporaneità delle partite: “Campionato a 18 squadre? Ricordo sempre che una eventuale modifica del format può passare solo con un accordo con le altre componenti, quindi può essere deciso solo a livello federale. Il fascino delle partite in contemporanea è grande, per chi come noi si ricorda i tempi di quanto si ascoltavano alla radio. Ma oggi ci sono esigenze televisive di audience, per cui il famoso ‘spezzatino’ è quello che paga di più”.