Da parametro zero a stella del Mondiale: la favola del portiere

Il portiere leader della piccola nazionale è stato uno degli eroi del Mondiale in Nord America: le sue dichiarazioni

Da protagonista in Eredivisie con Vitesse e Psv a leader del Curacao, piccola cenerentola del Mondiale. La più piccola squadra nella storia della competizione ha attirato la simpatia di tutti, nonostante l’uscita molto anticipata e c’è stato di mezzo anche il zero a zero storico contro l’Ecuador.

La rinascita della carriera di Room: da svincolato a eroe

Room ora gioca in Serie B americana con il Miami ma per tanto tempo è stato svincolato. Un periodo raccontato alla Gazzetta dello Sport: Certo. Non fu semplice, ma avevo un solo obiettivo: andare al Mondiale. Mi allenavo ogni giorno con un personal trainer e un allenatore dei portieri. Avevo un programma preciso. I miei compagni erano con le loro squadre, io in Olanda, da solo. Così mi sono detto: ‘Il prezzo da pagare è questo se vuoi arrivare al Mondiale’. Non ho mai pensato di mollare”.

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La rinascita della carriera di Room: da svincolato a eroe (Ansa Foto) Bolognasportnews

L’idolo Kluivert e il siparietto nella scelta della Nazionale

Room quando ha scelto il Curacao è stato chiamato da una leggenda del calcio: “Patrick Kluivert. Un idolo della mia infanzia. Era il 2015, faceva l’allenatore, disse che sarebbe stato un onore avermi in squadra. All’epoca ero nel Vitesse. Aveva bisogno di giocatori pronti per il sogno Mondiale. Mio padre è originario dell’isola, mia madre è olandese ma ha vissuto a lungo a Willemstad, la capitale. Non ho mai avuto dubbi”.

Sulle emozioni al punto contro l’Ecuador: “Spaesati, ma il primo punto della storia resta. Ci sentivamo come gli spartani alle Termopoli in 300, il film, ma ne siamo usciti a testa altissima. Ne faccio un discorso di resistenza, è quello che ci distingue. Dopo il 7-1 con la Germania non se l’aspettava nessuno”.