Moro e Tedesco, connubio perfetto di verticalità e palleggio: come il nuovo tecnico può esaltare il croato

Il centrocampista croato dei rossoblù può esaltarsi con i principi di calcio del nuovo tecnico Domenico Tedesco. L’analisi

Conclusa la stagione all’ottavo posto, il Bologna avrà qualche settimana per ricaricare le batterie in vista della prossima stagione, considerando il raduno a Casteldebole del prossimo sette luglio, che darà il via al nuovo corso targato Domenico Tedesco. L’ex Fenerbahçe avrà l’arduo compito di raccogliere la pesante eredità di Vincenzo Italiano, tuttavia il suo curriculum racconta di un tecnico assolutamente in grado di non farlo rimpiangere.

La sua idea di calcio può esaltare Nikola Moro

Non essendo integralista, Domenico Tedesco adatta la propria filosofia di gioco in base agli interpreti a disposizione, cercando comunque di mettere in atto una proposta di calcio verticale. Cerca molto la manovra sulle fasce e i cambi di gioco veloci, attirando la pressione avversaria da una parte per poi spostare l’azione dall’altra. Analizzando in maniera lucida questo progetto di calcio, vien da sé pensare come questo impianto possa esaltare Nikola Moro, uno dei protagonisti dell’ultima stagione.

Il futuro incerto di Freuler potrebbe senza dubbio caricarlo di maggiori responsabilità, ma considerato questo organigramma non appare un azzardo consegnare al numero sei le chiavi del centrocampo. Prediligendo un calcio veloce e verticale, Tedesco ha chiaramente bisogno di un giocatore in grado di leggere gli spostamenti dei compagni, giocando il pallone in avanti e in particolar modo negli interspazi.

Moro: al posto giusto al momento giusto

Ed è qui che entra in scena Nikola Moro, il croato infatti è il miglior interprete possibile per giocare in verticale, dal momento che è il centrocampista del Bologna ad aver fatto registrare l’indice più alto di precisione passaggi nella metacampo avversaria nell’ultima stagione (82%, più di Freuler, Ferguson, Pobega e anche Bernardeschi).

Spesso i filtranti illuminanti del numero sei hanno aperto spazi per i compagni saltando la pressione o addirittura tagliando fuori la linea difensiva. Nell’ultima esperienza in Turchia, Tedesco aveva a disposizione giocatori certamente più dinamici come Kanté e Guendouzi ma la verticalità è sempre stata la sua linea guida da seguire, tanto che talvolta ha dovuto abbassare il raggio d’azione di Asensio passando al 4-3-3, proprio per avere una manovra meno leggibile e più diretta possibile.

Questo compito sotto i Portici potrebbe verosimilmente spettare a Nikola Moro, senza dover ricorrere a cambi ruolo di altri calciatori, tenendo comunque conto di una duttilità importante che gli consente di giocare sia in una mediana a due che in un centrocampo a tre. Moro-Tedesco: questo matrimonio s’ha da fare, ne vale il futuro del Bologna.