Leão rincara la dose: “Il sistema tattico non mi ha aiutato. Alla fine diventa logorante”. Il futuro è ormai segnato

L’attaccante dei rossoneri nell’ultima intervista ha ribadito la propria volontà di cambiare aria, togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe

La stagione del Milan si è conclusa malissimo con una debacle senza precedenti: quinto posto e conseguente esclusione dalla prossima Champions League, un risultato onestamente poco auspicabile visto il largo vantaggio iniziale. Un crollo senza fine ha però segnato una stagione fallimentare, costringendo i vertici del club ad una rivoluzione interna piuttosto profonda.

A farne le spese sono stati anche i giocatori più rappresentativi: in primis Rafael Leão, il quale nell’intervista rilasciata a Sport Tv ha ribadito la propria volontà di cambiare aria, sottolineando anche come il sistema e l’impianto di gioco, oltre agli infortuni, non gli abbiano permesso di esprimere a pieno il proprio potenziale.

Le parole di Rafael Leão sul futuro e le difficoltà dell’ultima stagione

L’attaccante portoghese del Milan esordisce ribadendo la propria volontà di vivere una nuova avventura: “Ho bisogno di una nuova sfida. Ho già vinto due trofei in Italia e ci sono stato per un po’. È un campionato che si sta evolvendo, ma per il mio calcio una Premier League o una Liga spagnola valorizzerebbe di più il mio talento e me come giocatore. Se dovesse arrivare l’opportunità della Premier, sarei molto contento: penso che il mio talento riuscirei a metterlo a confronto con giocatori che sono a un livello molto alto. Giocare in quel tipo di campionato valorizza molto il giocatore”.

Poi prosegue analizzando le difficoltà dell’ultima stagione: “È stata una stagione difficile. Non siamo arrivati in Champions League. Ho giocato infortunato per 4-5 mesi con una pubalgia, in una posizione che non è la mia. Il sistema tattico non mi aiutava. Sentivo di poter fare la differenza, ma il modo in cui la squadra giocava non mi ha messo nelle condizioni di riuscirci. Alla fine diventa logorante”.

Le parole di Rafael Leão sulla posizione in campo

In merito alla sua posizione in campo poi spiega quale sia quella più congeniale alle sue caratteristiche: “Come ala, dopo il dribbling, ho più tempo per pensare se tirare, dribblare di nuovo o crossare. Ma giocando come seconda punta sono più vicino alla porta e devo essere più concreto: o fai assist o tiri. È un dettaglio su cui devo lavorare. Alla fine il calcio oggi si basa sui numeri, ed è l’ultimo step che mi manca. Sulla fascia sono prevedibile? Le squadre si sono adattate. Quando la palla arriva all’ala, arrivano già due o tre difensori. Cambiando dalla fascia a seconda punta, o nelle zone centrali, mi avvicino due o tre volte alla porta durante la partita e poi torno aperto. Questo rende il mio gioco più imprevedibile”.

Il suo futuro appare dunque ormai delineato: la sua esperienza all’ombra del Duomo sembra ormai essere arrivata ai titoli di coda.