Dal possibile approdo al Napoli alle difficoltà con Everton e Lione: la storia di Orel Mangala

Il Bologna cerca rinforzi in mediana: l’ultima pista porta a Orel Mangala. Di chi si tratta, storia, profilo e caratteristiche

Il Bologna si appresta ad avviare il nuovo corso targato Domenico Tedesco. Molto dello stesso dipenderà anche dal mercato in entrata e in uscita, che intende fare la società. A questo proposito il nome caldo in queste ultime ore è quello di Orel Mangala, centrocampista belga classe 1998 del Lione.

Chi è Orel Mangala: il centrocampista belga vecchia conoscenza di Tedesco

Il nome non è certamente nuovo agli amanti o agli addetti ai lavori, visto che nel 2024 il classe 1998 è stato molto vicino al trasferimento al Napoli, poi però non concretizzatosi. Sulle sue tracce c’era anche la Juventus, ma come potete capire anche in questo caso non vi fu la fumata bianca.

Mangala primo piano
Chi è Orel Mangala: il centrocampista belga vecchia conoscenza di Tedesco. Bologna Sport News (Foto di Matt McNulty/Getty Images Via OneFootball)

Tuttavia è stata proprio questa la sliding door della sua carriera, dal momento che successivamente a queste avances la sua vita calcistica ha preso ben altra strada. Dopo un’esperienza nel complesso discreta al Nottingham Forest, l’atteso grande salto non è arrivato. Le chiamate di Lione ed Everton hanno fatto emergere una fragilità fisica, complice anche la rottura parziale del legamento crociato, infortunio che lo ha costretto a restare ai box per quasi un anno (308 giorni).

Tra Francia e Inghilterra anche per questo duro infortunio, non riesce a trovare quella continuità di rendimento tale da consentirgli di mettersi in mostra. Trentasei presenze in due anni: una statistica che evidenzia in maniera chiara le difficoltà del classe 1998 nell’ultimo periodo. Nell’ultima stagione in campionato gioca appena nove partite in Ligue 1, di cui appena quattro dal primo minuto.

Mangala: profilo e caratteristiche

Orel Mangala è prettamente un mediano che fa del dinamismo e della forza fisica le sue doti migliori: agendo davanti alla difesa dispone di buone letture e tempi di intervento. Tecnicamente ha delle chiare lacune, nonostante disponga di buone doti balistiche, soprattutto da fuori area, soluzione da non sottovalutare quando si fatica a trovare il goal attraverso una manovra corale.

Il classe 1998 può anche giocare come mezzala di contenimento, permettendo alla squadra di mantenere un certo equilibrio. Rispetto a Freuler e Moro, gli attuali possessori delle chiavi della mediana, dispone di minore pulizia tecnica, ma maggiore fisicità. Idealmente potrebbero dunque coesistere in una mediana a due, o anche in un 4-3-3. Il contratto in scadenza nel 2028 può non far lievitare eccessivamente la valutazione economica. Vedremo se il Bologna deciderà di affondare il colpo: le prossime settimane saranno in questo senso decisive.