Italia, presa la decisione sul CT: Conte beffato, tocca a Mancini

Italia, il futuro prende forma: una scelta può cambiare tutto. Malagò sembra aver scelto il nuovo CT, Conte beffato, toccherà a Mancini

Da dove si ricomincia quando una Nazionale si ritrova a fare i conti con un’altra ferita difficile da rimarginare? È la domanda che da giorni accompagna tifosi, addetti ai lavori e dirigenti federali. Dopo la drammatica notte di Zenica, il calcio italiano è chiamato a guardare avanti, anche se le cicatrici sono ancora evidenti. Il momento è delicato e ogni decisione rischia di indirizzare il futuro del progetto azzurro. Prima ancora di parlare di panchina o di nuovi protagonisti, la priorità sembra essere quella di ricostruire un’identità forte, capace di restituire entusiasmo a un ambiente che negli ultimi anni ha vissuto più delusioni che soddisfazioni.

Italia, il ritorno di Roberto Mancini prende quota

Le prossime ore potrebbero essere decisive per il futuro della Nazionale italiana. Il nuovo presidente federale Giovanni Malagò ha confermato che la scelta del nuovo direttore tecnico è ormai vicina, lasciando intendere che non sono escluse sorprese. Nel frattempo, però, cresce con forza una candidatura che fino a poche settimane fa sembrava soltanto una suggestione: quella di Roberto Mancini.

L’ex commissario tecnico, protagonista del trionfo a Euro 2020 e autore della storica striscia di 37 partite consecutive senza sconfitte, sarebbe tornato in cima alla lista dei possibili allenatori. Secondo le indiscrezioni, avrebbe superato anche profili importanti come Antonio Conte, grazie alla conoscenza dell’ambiente federale e alla capacità già dimostrata di ricostruire una squadra dopo un fallimento sportivo.

La sua prima esperienza sulla panchina azzurra iniziò proprio dopo un’altra enorme delusione, la mancata qualificazione ai Mondiali del 2018. In pochi anni riuscì a creare un gruppo competitivo, culminato con la vittoria dell’Europeo disputato nel 2021. Successivamente arrivarono nuove difficoltà, fino alle dimissioni dell’agosto 2023, ma il rapporto con l’Italia non si è mai realmente interrotto.

La scelta del direttore tecnico e il nuovo progetto federale

Gianfranco Zola ride
La scelta del direttore tecnico e il nuovo progetto federale (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Prima ancora della nomina del commissario tecnico, resta da definire quella del nuovo direttore tecnico, figura che dovrà coordinare il rilancio dell’intero movimento. Paolo Maldini, inizialmente considerato il favorito, sembra ormai lontano dall’incarico. La corsa si è così spostata su altri nomi di grande esperienza.

In pole position ci sarebbe Demetrio Albertini, già vicepresidente della FIGC e attuale presidente del Settore Tecnico federale. Restano vive anche le candidature di Alessandro Costacurta, Giuseppe Bergomi e Gianfranco Zola, tutti profili che conoscono perfettamente il calcio italiano e che potrebbero offrire competenze diverse nella ricostruzione della Nazionale.

Malagò, nelle ultime dichiarazioni, ha confermato di voler chiudere la partita entro il fine settimana. Una scelta che rappresenta molto più di una semplice nomina dirigenziale: il nuovo direttore tecnico dovrà impostare un progetto credibile che coinvolga settore giovanile, sviluppo dei talenti e coordinamento delle varie selezioni azzurre.

Nazionale italiana, il tempo delle decisioni è arrivato

All’orizzonte ci sono già gli impegni ufficiali delle qualificazioni a Euro 2028, con un girone che vedrà gli azzurri affrontare Slovacchia, Germania e Belgio. Il calendario non concede molto tempo e sarà fondamentale arrivare preparati, sia sotto il profilo tecnico sia dal punto di vista mentale.

Negli ultimi anni il calcio italiano ha dimostrato di possedere giovani interessanti, ma spesso è mancata una continuità progettuale. Per questo motivo le prossime scelte avranno un peso che andrà ben oltre il semplice nome del commissario tecnico. Servirà una visione condivisa, capace di restituire credibilità e fiducia a tutto il movimento.

Le prossime giornate potrebbero dunque segnare l’inizio di una nuova fase. Se davvero Roberto Mancini dovesse tornare sulla panchina dell’Italia, affiancato da una nuova struttura tecnica, gli azzurri avrebbero l’occasione di riscrivere la propria storia recente. La domanda che accompagna milioni di tifosi, però, resta ancora aperta: basteranno i ritorni e le nuove nomine per riportare la Nazionale ai vertici del calcio internazionale?