Il nuovo Bologna: pesano gli equivoci tattici

Contro la Lazio di Gattuso la squadra di Tedesco parte con una sconfitta di misura. Un primo tempo da dimenticare, un secondo da attenzionare per le diverse occasioni avute dopo l’imbucata di Frattesi.

La prima del Bologna contro la Lazio non va. E i motivi sono tanti, dall’avvicendamento tecnico – Tedesco in luogo di Italiano – alle novità imprescindibili nell’organico (sostanziali fino a prova contraria) fino ai nuovi dettami imposti dal nuovo allenatore.

Il nuovo Bologna è in ritardo, è evidente ai più, eppure nel secondo tempo contro i biancocelesti le occasioni per riprendere lo svantaggio ci sono state: Helland (un colpo di testa e un bel destro), Odgaard, Bernardeschi e Ferguson sono stati fermati da un super Mandas. Gattuso ringrazia. Questo per dire che bisogna sforzarsi di leggere fra le righe. Altrimenti non facciamo il bene dei rossoblù e alimentiamo anzitempo il malumore.

Preoccuparsi è logico, anche umano, ma è anche opportuno andare oltre come lo si doveva quando si sono insediati Motta e Italiano. Ergo, diamo tempo a Tedesco e al suo nuovo corso, molto vicino a quello di Thiago Motta, per similitudine di approccio al gioco.

Possesso palla voluto da Tedesco il nocciolo del problema

Il possesso palla voluto da Tedesco. Qui – a mio avviso – sta il nocciolo del problema analogo a quello incontrato da Motta all’inizio del suo percorso all’ombra della Torre di Maratona. Più centrocampisti in luogo di giocatori offensivi: ricordiamoci l’investitura del polacco Kacper Urbański, già operaio in Primavera.

E con Tedesco si ripete l’equivoco di avere in organico punte di qualità pronte a spaccare le fasce, vedasi Cambiaghi, Rowe, Orsolini e Bernardeschi, tutti meritevoli di essere titolari, ma costretti a cercarsi palle e trame di gioco in mezzo al campo. Ebbene, il nuovo dettame tecnico di Tedesco – mi sento di affermare – non aiuta le nostre quattro perle.

La riprova l’abbiamo avuta contro i biancocelesti (senza lode e senza infamia la prestazione del team guidato da Rino Gattuso) con le cosiddette ali a disintegrare le loro caratteristiche per convergere a centrocampo, laddove il costrutto, almeno in questo primo caso, mancava come il pane. Recriminare i partenti, Freuler in primis, serve il giusto e quindi spetterà alla società mettere a disposizione del tecnico un player all’altezza dell’obiettivo Europa. Oggi Ferguson, El Azzouzi e Odgaard – lenti e privi di idee – non possono reggere un campionato volto – per ambizioni – a ritrovare una collocazione europea.

Nuovo corso da affinare sul campo e problema mercato

Bologna in azione
Nuovo corso da affinare sul campo e problema mercato (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Per aprire il nuovo corso ci vuole altro al di là del lavoro che il tecnico calabrese dovrà affinare sul campo. L’equivoco – dicevo – dovrà essere chiarito e mi chiedo sin da ora se servono i 4 attaccanti esterni di qualità che il Bologna ha in organico. A mio avviso no e qui entra in gioco il mercato. Rowe può essere sacrificato? Con questa tipologia di gioco (difficile ora comprendere se sarà o meno un gioco con-vincente) la risposta è scontata, sì.

Alla questione “ali che non prendono il volo” si aggiunge la questione legata a Bernardeschi che doveva ballare a centrocampo. L’ex bianconero – si è scoperto ieri – si è tirato fuori dell’esperimento. A far brutte figure – avrà pensato il Berna da Carrara – non è il caso e la palla che scotta ripassa in mano al Tecnico, che dovrà sottoporre un piano B diverso da quello visto ieri. Di fatto la contemporanea utilizzazione di Bernardeschi e Orsolini non è fattibile. Questo si sapeva già la scorsa stagione, ma a differenza di questa stagione, allora il BFC era impegnato su 4 fronti.

Per spezzare un’ulteriore lancia a favore del tecnico si può dire che il Bologna di oggi è ancora un cantiere a cielo aperto, come del resto buona parte dei Club impegnati in Serie A. In precampionato Tedesco ha gettato le basi per questa nuova stagione al netto delle variabili imposte dal movimento giocatori. Una realtà inconfutabile.

Le preparazioni, di questi tempi, sono figlie del caso. Ti alleni con una rosa giocatori e inizi il campionato con un’altra. Il mercato chiude il 1° settembre dopo le prime due partite di campionato. Dopo Lazio c’è l’Atalanta di Sarri, a Bergamo, e non sarà certamente terreno fertile per fare punti. Armiamoci di pazienza, è dovuta in questo primo stralcio di campionato. E il pensiero va agli oltre 22 mila abbonati. A loro tanto di cappello.