Il calciomercato ha indebolito la rosa del Bologna. Tedesco chiamato all’impresa, facendo di necessità virtù
In uno degli episodi più celebri dell’opera di Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, il protagonista scambia dei mulini a vento per minacciosi giganti e si lancia contro di loro, convinto di doverli combattere. Una situazione per certi versi analoga, trasposta sul piano sportivo, è quella in cui si trova oggi Domenico Tedesco a Bologna, chiamato a misurarsi con una stagione che si preannuncia impervia e gravosa, dopo un mercato ampiamente deludente, culminato in un evidente indebolimento della rosa.
Tedesco chiamato all’impresa: la rosa non è da piazzamento europeo
Il tecnico infatti si ritrova a dover fare di necessità virtù dopo un mercato che alimenta pià dubbi che certezze, e sicuramente non consono ad affrontare una stagione impegnativa, paragonabile ai minacciosi giganti che era convinto di affrontare il protagonista dell’opera. Tedesco si ritroverà dunque a dover sopperire alle lacune dell’organico attraverso i propri principi di gioco.
Tuttavia il parallelismo porta con sé anche delle differenze sostanziali: quelle difficoltà non sono frutto di un’illusione (a differenza dell’opera), bensì una realtà concreta con cui l’allenatore dovrà necessariamente confrontarsi. Perché il talento, quando viene monetizzato con questa regolarità, porta ossigeno alle casse ma sottrae qualità alla squadra. E se ogni sessione bisogna colmare lacune tecniche, aperte da cessioni dolorose non è sempre detto che il mercato restituisca ciò che ha portato via, e l’ultima annata è lì a testimoniarlo.

Come se non bastasse nella sessione attuale, il Bologna ha perso la struttura su cui poggiava la squadra: Lucumí, Castro e Freuler rappresentavano la spina dorsale che permetteva ai rossoblù di correre e senza cui ora appare difficile persino camminare, anche in virtù del fatto che chi doveva raccogliere l’eredità di difensore e centrocampista non ha ancora varcato la porta di Casteldebole.
Il tecnico dovrà fare di necessità virtù
Un problema piuttosto gravoso che pesa sulle spalle del tecnico, soprattutto se il reale obiettivo è quello di ottenere un piazzamento europeo, difficilmente raggiungibile senza rinforzi sul mercato.
Inutile anche solo pensare a come evolverebbe la situazione, se anche Jonathan Rowe dovesse lasciare le due Torri: uno scenario che renderebbe la situazione tragicomica, degna di una sceneggiatura di Hollywood.
Alla vigilia di Aston Villa-Bologna dello scorso anno Vincenzo Italiano aveva ironizzato parlando di Mission Impossibile citando anche Tom Cruise: un modo per caricare l’ambiente ma anche per spingere i propri ragazzi ad andare ancora una volta oltre i propri limiti.
Gli stessi che anche Tedesco dovrà assolutamente superare, con una rosa al momento non adatta alle ambizioni europee. Una Mission Impossible in piena regola: sfortunatamente però il calcio non è il cinema e spesso le scelte sbagliate presentano un conto molto salato da pagare.





