La trappola nerazzurra: come il Bologna può disinnescare i pericoli dell’Atalanta

Il Bologna si prepara per affrontare la nuova Atalanta di Sarri, il primo vero banco di prova per misurare il proprio valore.

La sfida contro l’Atalanta rappresenta tradizionalmente uno dei banchi di prova più complessi per l’assetto del Bologna, costretto a misurarsi con un sistema ad altissima intensità fisica e rigore posizionale. Per uscire indenne dal confronto, la formazione rossoblù dovrà disinnescare una serie di pericoli strutturali che caratterizzano l’identità tattica dei bergamaschi, a partire dalla loro proverbiale aggressività in fase di non possesso.

I pericoli dell’Atalanta: una squadra opprimente

Il primo grande pericolo per il Bologna risiede nella pressione asfissiante a tutto campo che l’Atalanta esercita uomo su uomo. I nerazzurri non lasciano respiro alla prima costruzione avversaria, accoppiandosi rigidamente su ogni singolo riferimento centrale e laterale.

Se il Bologna insiste in un palleggio basso orizzontale o a ritmi compassati, il rischio di subire palle perse sanguinose sulla propria trequarti diventa elevatissimo. In questo senso, la mediana rossoblù deve garantire uscite pulite a uno o due tocchi, sfruttando lo scarico rapido o il ribaltamento diretto per non farsi ingabbiare dalla morsa atalantina guidata dalla fisicità di mediani come Éderson e de Roon.

Un’altra minaccia letale è costituita dai sovraccarichi e dalle sovrapposizioni sulle corsie esterne. Il gioco dell’Atalanta tende a polarizzare la manovra su una fascia per poi premiare l’inserimento a fari spenti del quinto opposto sul secondo palo. Gli esterni e i braccetti difensivi nerazzurri accompagnano costantemente l’azione, creando una superiorità numerica continua lungo i corridoi laterali.

Il Bologna non potrà limitarsi al lavoro dei soli terzini: sarà indispensabile un ripiegamento profondo e costante da parte degli esterni d’attacco per raddoppiare la marcatura ed evitare che i cross tagliati trovino l’area sguarnita o isolata nell’uno contro uno.

Domenico Tedesco
I pericoli dell’Atalanta: una squadra opprimente (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images via OneFootball) Bologna Sport News

La tecnica degli attaccanti e la riaggressione feroce

Ugualmente insidiosa è la mobilità tra le linee dei trequartisti e delle mezze punte bergamasche. Giocatori dotati di grande intelligenza spaziale e pulizia tecnica, come Charles De Ketelaere o rifinitori rapidi negli spazi stretti, amano galleggiare nei mezzi spazi tra il centrocampo e la linea difensiva. Il loro movimento a venire incontro attira fuori posizione i difensori centrali del Bologna, aprendo varchi verticali in cui si buttano a turno la punta centrale o i centrocampisti d’incursione.

Se i difensori bolognesi rompono la linea in modo sconsiderato senza un’adeguata schermatura dei mediani, l’Atalanta può verticalizzare in un istante e presentarsi a tu per tu con la porta.

Infine, il Bologna dovrà prestare massima attenzione alla gestione delle seconde palle e alla riaggressione immediata. Quando l’Atalanta perde il pallone negli ultimi trenta metri, non scappa all’indietro ma chiude a imbuto ogni linea di passaggio in avanti, soffocando le potenziali ripartenze sul nascere.

Per trasformare il recupero difensivo in un’opportunità di contropiede, il Bologna dovrà appoggiarsi con puntualità fisica sul proprio centravanti o trovare i tagli diagonali delle ali verso il lato debole, approfittando degli ampi spazi lasciati alle spalle della linea difensiva nerazzurra. Mantenere compattezza tra i reparti e lucidità nelle scelte di transizione sarà la chiave assoluta per limitare il potenziale offensivo dell’Atalanta per tutto l’arco dei novanta minuti.