Le parole del tecnico delle scorse settimane hanno tutto un altro valore. In queste condizioni anche arrivare in top 10 appare utopico. L’approfondimento
Vi sono parole che, pronunciate in un determinato momento, paiono dettate dalla prudenza e finiscono, con il trascorrere del tempo, per assumere il malinconico peso di una profezia. Quando Tedesco, qualche tempo fa, dichiarava che avrebbe firmato per arrivare tra le prime dieci (o al decimo posto), l’affermazione aveva portato con sé diverse polemiche, ma al tempo stesso era stata letta come una sorta di pretattica di chi preferisce ancorare le ambizioni alla concretezza piuttosto che abbandonarsi alle lusinghe delle illusioni. Quattro giornate dopo, quelle dichiarazioni diventano quasi una profezia, che cambia le prospettive sul cammino del Bologna.
Mercato deludente: arrivare tra le prime dieci non è scontato, anzi…
Il responso del campo, impietoso nella sua semplicità, sta infatti mettendo a nudo i valori tecnici di una rosa che il mercato, anziché restituire profondità e qualità, ha finito per impoverire ulteriormente. E così ciò che un tempo sembrava il più prudente dei traguardi rischia ora di trasformarsi in una vetta assai più impervia del previsto.
Tedesco, come detto, tempo fa dichiarava che firmerebbe per il decimo posto (o entrare tra le prime dieci, ndr): oggi però non è affatto ardito domandarsi se quella firma, alla luce di quanto si è visto nelle prime quattro giornate, non debba essere apposta con una dose ben maggiore di apprensione. La classifica, in fondo, è soltanto la superficie: sotto di essa si agitano limiti strutturali che il tempo, anziché attenuare, potrebbe rendere sempre più evidenti.
Il mercato non rispetta le attese: il Bologna rischia
Il ciclo di Italiano aveva giocoforza alzato l’asticella, cambiando sogni e prospettive di un popolo desideroso di continuare a sognare. L’estate non ha però fatto fare sogni tranquilli; anzi gli stessi, visto l’evidente depauperamento tecnico della rosa, si sono ben presto trasformati in incubi.
La squadra al di là di una difficoltà tecnica evidente, sembra aver smarrito anche una qualità che ha contraddistinto i corsi di Thiago Motta e Italiano: l’identità di gioco, mostrata a sprazzi solo nella sfortunata trasferta di Bergamo. I dubbi che vi avevamo espresso a inizio stagione sulla costruzione della rosa si sono tutti rivelati sotto forma di risultati. Quel famoso decimo posto citato, ora è tutt’altro che sicuro.





