Un avvio a dir poco sottotono e i primi dubbi intorno all’allenatore: per Cesare Prandelli la situazione del Bologna non è tragica come la si vuole far passare. “Tedesco non ha responsabilità, serve tempo”
Un punto in quattro partite e un po’ di nervosismo (che si evince soprattutto dalle espulsioni di Tarozzi e Tedesco), ma il Bologna non deve preoccuparsi più del dovuto. È questa la filosofia di Cesare Prandelli, ex Ct della Nazionale, che ha analizzato la situazione dei felsinei per La Repubblica di Bologna.
Bologna, Prandelli sta con Tedesco: “Non ha responsabilità, le idee ci sono. Con tutte quelle cessioni serve tempo”
Cesare Prandelli di allenatori ne sa qualcosa. La sua carriera parla chiaro: dopo essersi ritirato nel 1990, l’esperienza da tecnico lo ha portato a sedersi su alcune delle panchine più prestigiose d’Italia, compresa quella della Nazionale. E l’ex Ct non ci ha pensato due volte a difendere Domenico Tedesco:
Tedesco non ha responsabilità, un inizio difficile era normale avendo perso giocatori fondamentali, ma le idee ci sono. Solo, serve tempo per realizzarle, ma non bisogna smettere di crederci
Eppure la prestazione di Napoli sembra aver portato il Bologna a fare dei passi indietro anziché in avanti.
A Bergamo sembrava esser stata trovata la strada poi con Sassuolo e Napoli si è fatto peggio, ma bisogna dare tempo alla squadra, ha perso tre pilastri della rosa e ora sta giocando senza il quarto, Orsolini, e deve imparare equilibri nuovi. Anche la società ne è consapevole.
Tedesco è persona equilibrata, troverà la formula giusta, del resto anche nei precedenti cicli quando è cambiato allenatore l’inizio ha richiesto pazienza. Ora non è tempo di cercare responsabili ma compattezza tra club, squadra, allenatore e città
Ma da fuori la squadra appare lenta e priva di idee, nemmeno lì la colpa appartiene a Tedesco?
L’allenatore ora non ha responsabilità. È vero, manca ritmo in costruzione ma è perché i giocatori stanno cercando tempi di gioco e soluzioni diverse da prima, e finché non diventeranno naturali e automatiche richiederanno di fare un pensiero in più, che ti rallenta. Ma questo vuol dire che si fidano dell’idea dell’allenatore, provando a metterla in pratica. E la squadra non ha mai perso la testa, è stata in difficoltà ma senza mai sbragare. Bisogna avere fiducia sul lavoro che si sta facendo, alla lunga darà risultati

Tedesco la sua squadra: “Piccoli farà tanti gol. Bernardeschi? Merita l’azzurro”
A volte la squadra appare confusa, magari anche per giocatori che continuano a cambiare posizione in campo.
Tedesco ormai conosce bene le caratteristiche di tutti, cerca di valorizzarli al meglio nel loro impatto sul collettivo. Serve anche consapevolezza che non essendoci più giocatori che da soli risolvevano i problemi ora bisogna pensare diversamente, più di gruppo. Ma valori ci sono: Piccoli quando la squadra si sarà registrata farà tanti gol, mi piace l’idea di rendere Bernardeschi un leader che con con più libertà può trainare tutti. Lo vedo voglioso, sereno, dentro al progetto, con Mancini ct di sicuro sta ragionando anche in ottica nazionale
Ma proprio stando ai giocatori… Bernardeschi che a fine estate confida di non sentirsi una mezzala, il ritardo di Skorupski, le parole dell’allenatore su Moro: non sono segnali di qualcosa che si sta incrinando?
Ma no, anzi. Quando queste cose vengono raccontate pubblicamente vuol dire che c’è consapevolezza dei problemi e volontà di risolverli subito. Se Bernardeschi ha provato e riprovato a fare la mezzala e poi ha detto che non se la sentiva è un gesto di onestà e rispetto per allenatore e squadra. Se Moro è tornato dal Mondiale fuori condizione e l’allenatore lo dice in conferenza, vuol dire che lo ritiene un giocatore importante e da stimolare, altrimenti l’avrebbe tenuto per sé. E Skorupski è sempre stato esemplare





