L’ex tecnico del Bologna, ora in Turchia, ha già conquistato tutti. Il suo percorso parla chiaro, al Beşiktaş è arrivata la conferma
La storia si ripete, cambiando paese si evolve ma non cambia. O se preferite, corsi e ricorsi storici, parafrasando Vico: è più o meno questo il leitmotiv della carriera da allenatore di Vincenzo Italiano. Dalla Liguria, passando per la Toscana e l’Emilia-Romagna, un filo che percorre anche il Bosforo e che sembra non volersi annodare più. Dopo gli eccellenti risultati maturati a La Spezia, Firenze e Bologna, il tecnico si sta confermando anche in Turchia, dimostrando di essere un grande allenatore.
Italiano si conferma un grande allenatore
Il trionfo di ieri contro il Marsiglia in Europa League (4-1) lascia un’immagine suggestiva: un tecnico italiano nel cuore di Istanbul, accolto da una delle tifoserie più appassionate e viscerali d’Europa. Un uomo partito da lontano, arrivato al grande calcio attraverso una lunga gavetta e capace, stagione dopo stagione, di trasformare il proprio nome in una certezza del panorama internazionale.
Italiano, del resto, è uno di quegli allenatori che non hanno mai avuto bisogno di essere raccontati prima ancora di essere osservati. A parlare per lui sono sempre stati il campo, le sue squadre, il coraggio delle sue scelte. Dalla scalata costruita nelle categorie inferiori alle esperienze in Serie A, dalle imprese europee fino alla splendida parentesi bolognese, il suo percorso ha avuto un filo conduttore preciso: l’idea che il calcio debba essere vissuto, non semplicemente amministrato.
Italiano ha già conquistato tutti: partenza sprint con il Beşiktaş
Si spiega anche così la sinergia che si è creata con il pubblico, che lo acclama a fine partita sulle note di “L’italiano” di Toto Cotugno. Lo stesso pubblico che dopo questa partenza sprint tocca il cielo con un dito, con la consapevolezza che con Italiano al timone, i sogni non sembrano essere destinati a restare nel cassetto.
Quattro vittorie consecutive tra tutte le competizioni, una sola lunghezza di ritardo dal Galatasaray primo e un inizio folgorante, al termine di una grande prova corale, in Europa League contro il Marsiglia: questo l’inizio di Italiano sulla panchina del Beşiktaş. Una squadra in cui è già ben riconoscibile la sua idea di gioco: aggressione alta, ritmo e verticalità. In aggiunta a un miglioramento dei singoli lampante: Junior Olaitan, centrocampista classe 2002, in primis.
Questo l’ultimo, plasmato in un centrocampista box-to-box, viene esaltato dal 4-1-4-1 disegnato dal tecnico ex Bologna, dopo aver giocato in passato come esterno offensivo o trequartista. Una storia che abbiamo già raccontato in altre sue esperienze in panchina.
I primi risultati ottenuti in Turchia stanno aggiungendo quindi un’altra tessera al mosaico. Non un episodio isolato, ma la prosecuzione di un cammino che, negli anni, ha raccontato la capacità di Italiano di incidere sulle squadre affidategli e di portare le proprie idee anche quando cambiano il campionato, la lingua, l’ambiente e le aspettative.





