Il Resto del Carlino Bologna – Fuori Tedesco e dentro Palladino, con la dirigenza che torna a parlare di ambizioni, ma per riaccendere la luce il Bologna ha bisogno dei senatori.
Qualche scricchiolio in estate e una partenza decisamente sotto le aspettative in campionato hanno portato gradualmente ma non troppo lentamente il Bologna a riconsiderare le proprie ambizioni. Prestazioni che faticavano a decollare, così come i risultati e le cessioni illustri, hanno spento l’entusiasmo di squadra e piazza.
Contro il Torino lo sguardo vigile del Dall’Ara si aspetta di assistere alla rinascita del Bologna, scongiurando il pericolo psicodramma in stile Fiorentina, e risalendo invece la china. La risposta più attesa è quella dei senatori, da Skorupski fino a Bernardeschi e tutti quelli fra loro, chiamati a guidare la rivoluzione.
Nuovo mister e nuove ambizioni?
Ha già pagato Tedesco il prezzo di un sistema di gioco non oleato che non è riuscito a far breccia nei cuori e nelle menti, e consecutivamente nelle gambe dei giocatori. Probabilmente toccherà anche al presidente Saputo tornare a pagare, viste le promesse di nuovi investimenti per il nuovo mister Palladino.

La missione è quella di sottrarsi all’agonia provata dalla Fiorentina durante la passata stagione e il tempo c’è, è solo l’inizio del campionato. Con Palladino poi le ambizioni tornano al centro del discorso, e questo fa piacere sia ai calciatori che ai tifosi, ma soprattutto influenza anche le dichiarazioni di Fenucci.
Proprio quest’ultimo è tornato a parlare della possibilità di essere competitivi in Europa sotto la nuova gestione tecnica, a seguito delle parole dello stesso mister in ottica divertimento ed entusiasmo, proprio ciò che il Bologna pareva aver perso negli ultimi mesi.
La svolta
Il cambio rotta non è impresa semplice ne tantomeno impossibile, ma sicuramente è ciò in cui tutti sperano e soprattutto di vitale importanza. A guidare la rinascita dei felsinei devono essere i giocatori stessi, a cui spetta il compito di ritrovare intensità e fiducia, oltre che di tradurre le parole in azioni.
L’attenzione arriva prima ai leader e poi al resto del gruppo. Bernardeschi ha fatto fatica nei compiti di regia offensiva, esplicitando la preferenza per il ruolo d’esterno, cui è chiaramente più abituato, costringendo Tedesco a un ripensamento riguardo il suo impianto di gioco.

Skorupski ha svolto la rifinitura a Napoli disertando poi la riunione pre partita, mentre Moro è stato trattenuto a forza. Ferguson ha interpretato un ruolo diverso dal suo, un ruolo che era destinato a Freuler, e sta ancora cercando di tornare ai livelli pre infortunio.
C’è poi Holm, il quale aveva già chiesto la cessione a gennaio, simbolo di un equilibrio già flebile mesi fa. E’ in questo clima che il Bologna è chiamato a lavorare e invertire la rotta, davanti all’esigente pubblico del Dall’Ara, che non esiterà, eventualmente, ad incolpare unicamente i calciatori. Col Torino è caccia ai 3 punti.





