Tanto lavoro da fare in poco tempo per il nuovo allenatore del Bologna. Come sono andate le sue prime partite nelle precedenti esperienze
Parafrasando quanto detto nella conferenza di presentazione dal nuovo tecnico del Bologna Raffaele Palladino, nessun allenatore ha la bacchetta magica e può cambiare in poco tempo tutto: niente di più vero. Tuttavia se si analizza il background del nativodi Mugnano di Napoli, non è utopico sperare in un veloce imprinting delle sue idee di calcio da parte dei calciatori.
Come sono andate le prime partite di Palladino nelle precedenti esperienze
La storia inizia nel settembre del 2021 sulla panchina del Monza under 19: una partenza in sordina con appena un successo contro il Brescia nelle prime quattro, uscite, a cui però hanno fatto seguito quattro successi consecutivi. L’esperienza però si è conclusa positivamente con appena sette sconfitte in trenta partite e una media punti di 1.97.
Un lavoro che gli consente di salire di categoria, allenando la prima squadra del Monza. In quell’occasione Palladino subentrò alla settima giornata, vincendo all’esordio 1-0 contro la Juventus e inanellando tre vittorie consecutive. Una partenza sprint in piena regola che ha consentito ai brianzoli di risalire la china e chiudere il campionato in una posizione di prestigio.
Più claudicante l’incipit di stagione con la Fiorentina, che gli costò più di qualche critica, spenta repentinamente poche settimane più tardi. Con i viola arrivarono infatti quattro pareggi nelle prime cinque gare della stagione e fischi su un gioco non esaltante. Poche settimane arriva la svolta col passaggio al 4-2-3-1, che frutta otto vittorie consecutive in campionato. L’esperienza si concluse con un ottima semifinale di Conference, persa contro il Betis, e con il sesto posto in A a quota 65 punti, record dei toscani da diverse stagioni
L’eccellente risalita all’Atalanta e l’arrivo a Bologna: quale sarà l’inizio?
Decisamente esaltante invece la partenza all’Atalanta nella precedente stagione. Palladino fu chiamato in corsa per raddrizzare la rotta della Dea, dopo un inizio complicato con Jurić, ci riuscì in breve tempo ottenendo sei vittorie nelle prime otto uscite. Un repentino cambio che aiutò i nerazzurri a ottenere il pass per l’Europa.
Ora si ritrova nuovamente a subentrare a stagione iniziata dopo le difficoltà con Domenico Tedesco. Il pareggio all’esordio contro il Torino si pone perciò nel mezzo di quella che è stata la sua esperienza pregressa, lasciando però la speranza che possa presto configurarsi come un altro ribaltone ben riuscito.





