Kayode brilla anche in Nazionale: perché ha lasciato la Fiorentina, c’entra anche Palladino

Il difensore classe 2004 protagonista anche in Nazionale. Perché ha lasciato la Serie A, c’entra anche l’attuale allenatore del Bologna

Ci sono carriere che sembrano destinate a consumarsi in fretta e che, invece, trovano altrove la dimensione ideale per compiersi. È il caso di Michael Kayode, il cui passaggio dalla Fiorentina alla Premier League racconta una parabola tanto rapida quanto sorprendente.

Kayode brilla anche in Nazionale

A Firenze aveva lasciato intravedere, sin dalle prime apparizioni, il talento e la personalità di un esterno capace di imporsi anche al livello più alto, salvo poi vedere quella promessa interrompersi quasi sul nascere, fino a trasformare la sua esperienza in viola in una parentesi breve, quasi fugace. Oggi, a distanza di poco tempo, il quadro è radicalmente mutato: con la maglia del Brentford Kayode ha trovato continuità, centralità e soprattutto una dimensione tecnica che lo ha proiettato tra i protagonisti più brillanti del campionato nel suo ruolo.

La maglia della Nazionale ha oltretutto fornito l’attesa conferma su un calciatore, giovanissimo (classe 2004) e in rampa di lancio. La rete di ieri contro la Turchia in Nations League è la ciliegina sulla torta di una prestazione esaltante, fatta nel mezzo di un percorso di crescita molto interessante.

Perché Kayode ha lasciato la Fiorentina: c’entra anche Palladino

I primi passi nella massima serie Kayode li muove grazie a Vincenzo Italiano. L’ex allenatore del Bologna, complice anche l’infortunio di Dodô, gli dà fiducia affidandogli la fascia destra. Il classe 2004 risponde offrendo prestazioni degne di nota e lasciando pensare che il laterale avrebbe avuto presto un futuro da protagonista con la maglia della Fiorentina.

Poco più tardi però la musica è cambiata bruscamente per Kayode, con l’arrivo in panchina dell’attuale tecnico del Bologna Raffaele Palladino. L’allenatore ai tempi scelse di utilizzare in pianta stabile Dodô e Gosens relegando Kayode a mera alternativa, cosa che alla lunga rischiava di far perdere al calciatore eccessivo valore.

In questo quadro si inserisce l’offerta del Brentford, sua attuale squadra. Il club inglese ci provò già in precedenza (nel 2024) incontrando però le resistenze della Fiorentina. Poco più tardi nella sessione invernale del 2025 ci fu invece l’affondo decisivo impostando l’operazione sulla base di un prestito oneroso di 500 mila euro, con diritto di riscatto fissato a 17.5 milioni, più il 10% sulla futura rivendita. Una cifra elevata, ma sicuramente minore del valore attuale.