Le parole del centravanti del Bologna Roberto Piccoli sull’inizio difficile, l’arrivo di Palladino e gli obiettivi di questa stagione
Dopo le diverse partenze nell’ultima sessione di calciomercato, il Bologna ha dovuto cercare sul mercato calciatori in grado di non fare rimpiangere chi è andato via. In attacco, dopo l’addio di Santiago Castro, la scelta è ricaduta su Roberto Piccoli e Artem Dovbyk. A questo proposito il primo ripercorre, a Il Resto del Carlino, l’inizio complicato, analizzando il cambio allenatore e gli aspetti da migliorare per risalire la china.
Le parole di Piccoli sulla gara contro il Lecce e l’inizio difficile
Piccoli esordisce commentando la prossima sfida: “A Lecce trovereme un ambiente ostile, il pubblico è tosto, io l’ho avuto dalla mia parte e so che è capace di trascinare a rimonte clamorose. Poi attenzione al meteo: quando tira il vento freddo, al Via del Mare sembra di stare a dicembre”.
Sulle possibili similitudini con la stagione scorsa dei toscani: “Non c’è nessuna analogia tra questa stagione e quella della Fiorentina: nessuna. Siamo solo alla quinta giornata. Io ho visto Gasperini il primo anno a Bergamo partire con quattro sconfitte nelle prime cinque e poi finire con l’Atalanta quarta e in Europa League. Cosa mi rassicura? Qui c’è un gruppo fantastico, sano. Poi bisogna sempre guardare come le perdi le partite: con la Lazio da una rimessa laterale, con l’Atalanta con un tiro al 96′”.
Poi prosegue: “L’unica gara che abbiamo meritato di perdere è stata quella di Napoli. Per il resto, ci è girato tutto male. Ma se sistemiamo alcune cose, dopo sono cavoli amari per tutti: perché in questo Bologna fisicamente ci sono dei corridori, degli animali e tecnicamente ci sono tanti giocatori forti, di qualità”.
Le parole di Piccoli sull’esonero di Tedesco
Successivamente sposta il focus sull’esonero di Tedesco: “Nel calcio purtroppo contano i risultati e, se non arrivano, paga sempre l’allenatore per primo. Ma non ci sono mai stati problemi tra noi e il mister: questo assolutamente no. Nulla da dire sulla persona”.
Su Palladino: “Cosa ha portato? Grande entusiasmo. E’ arrivato e ci ha detto ‘Siamo una squadra forte, ci sono i mezzi per fare ancora una grande stagione’. Con lui stiamo lavorando veramente tantissimo, stiamo andando un po’ oltre i nostri limiti. Parola d’ordine: spingere. Vuole fare un calcio molto propositivo e offensivo, e abbiamo i giocatori adatti per farlo. Ma per riuscirci dobbiamo essere preparati fisicamente al cento per cento. In questa pausa abbiamo lavorato veramente bene: siamo carichi”.
Sulla partita di domenica: “Dovremo essere bravo a non farlo accendere: perché poi lì c’è una tifoseria che sa spingere la squadra. Ecco devo dire che al Dall’Ara ho provato le stesse sensazioni quando ho fatto l’uno a uno col Sassuolo: ho sentito il pubblico trascinarci, letteralmente”.
Sul perché ha scelto Bologna: “Perché è un club forte, che viene da una bellissima annata. Già l’estate scorsa, prima di andare a Firenze, c’era stato qualcosa con i rossoblù: poi non se ne fece nulla. Ma Bologna era una piazza che mi intrigava: lo stadio, il pubblico, la vita fuori. Quindi ho detto subito sì, mai avuto un dubbio”.
Sulle sue condizioni: “Come sto? All’80%. Sto molto bene, mi sono ambientato subito: già dal primo giorno mi sono sentito come a casa. Merito del gruppo: ci sono Lollo, Orso, Berna, tutti ragazzi d’oro. Quando c’è un clima così, i problemi si superano”.
Sui prossimi obiettivi e sul poter ancora sognare: “Certo! Non bisogna avere pensieri negativi, mai. Mancano ancora 33 partite, sono 99 punti: se le vinciamo tutte vinciamo il campionato. Esagero sì, ma per dire che è tutta una prospettiva di come si guardano le cose”.
Infine chiosa facendo un voto: “Allora, se io e il Bologna faremo bene, andrà su a San Luca in bici. Me la faccio anche andata e ritorno. Vado su di sicuro: ci vado con la sigaretta in bocca”.





