Le parole di Riccardo Orsolini sull’inizio complicato, l’arrivo di Raffaele Palladino e l’addio di Domenico Tedesco
Dopo anni all’insegna del calcio esaltante e dei risultati con Motta e Italiano, il Bologna sta vivendo una fase piuttosto complicata, certificata anche dall’attuale posizione di classifica. Di questo preoccupante calo ne è consapevole anche Riccardo Orsolini, sotto i Portici dal gennaio del 2018 e arrivato quindi al nono anno in rossoblù. Il numero sette ha infatti fatto il punto della situazione nel corso dell’intervista al Corriere di Bologna.
Le parole di Orsolini sugli obiettivi
Il numero sette esordisce parlando di obiettivi: “Nell’immediato è uscire da questa situazione. Il problema più grande ora è risalire, rimettersi sopra la linea di galleggiamento: in questo momento storico l’obiettivo è cambiato, poi ci sarà tempo per pensare ad altro”.
Successivamente si concentra su Raffaele Palladino: “Super professionale, persona positiva. Sarà un modo diverso di giocare e lo avete già visto nella prima gara: noi esterni ci dovremo adattare non a un nuovo ruolo, ma a un’interpretazione del ruolo quasi del tutto diversa. Vedrete movimenti che non siete abituati a vedere: un po’ più centrali rispetto alle nostre solite mattonelle. E più ‘gasperiniani’ in fase di non possesso, uomo su uomo”.
Le parole di Orsolini su Tedesco
Poi prosegue riavvolgendo il nastro su Tedesco, focalizzandosi sugli aspetti che non hanno funzionato: “Sul piano umano niente da eccepire: persona rara, squisita. Non è andato il fatto di non aver ottenuto risultati nell’immediatezza: le idee le aveva, non so se sarebbero uscite fuori nel tempo o no. È un tecnico più internazionale che italiano: forse in Italia alcune cose non le potevi fare, magari al Barcellona o al Borussia Dortmund sì. Forse non aveva gli interpreti per farle. A livello di rapporti c’è stato solo qualche episodio noto con Rowe, in cui Tedesco si è comportato fin troppo bene”.
Sulla condizione fisica della squadra: “I lavori fatti in ritiro sono totalmente diversi da quelli che stiamo facendo ora, un approccio diametralmente opposto. Non so quale sia meglio ma la sosta è arrivata nel momento perfetto: intendiamoci, in queste tre settimane Palladino ci ha sfondato. A fine seduta facevamo le battute ‘dai, che per essere il 13 luglio fa freddo’. A Valles di fondo ne avevamo fatto, ma non avevo faticato così: ora stiamo facendo la parte di forza, la reattività di gamba e la brillantezza che a inizio stagione, al di là dell’infortunio, mi è un po’ mancata”.
Infine chiosa sulla partita di domani pomeriggio contro il Lecce: “Spero che sia la partita della ripartenza e della rivalsa rossoblù. Il calendario non è agevole, ma non lo era nemmeno all’inizio: con l’Inter subito dopo, chiaramente è molto importante. Di certo non si può sottovalutare nessun avversario: abbiamo già visto come finiscono gare prese sotto gamba”.





