El Azzouzi-Lecce, Malen-Como: dinamiche simili, decisioni differenti. In Serie A manca ancora uniformità di giudizio

Episodi e dinamiche simili, ma ancora decisioni differenti. In Serie A manca uniformità di giudizio. L’approfondimento

C’è un vizio antico che continua ad attraversare i campi della nostra Serie A, insinuandosi tra le pieghe del regolamento e alimentando, domenica dopo domenica, il sospetto che la giustizia sportiva non sempre parli una lingua univoca: la mancanza di uniformità di giudizio.

Dinamiche simili, decisioni diverse: manca uniformità di giudizio

Anche in questo fine settimana, il campo ha consegnato alla discussione due episodi dalle dinamiche simili, ma dall’esito diametralmente opposto: il contatto che ha visto protagonista El Azzouzi contro il Lecce, sanzionato con il cartellino giallo, e quello che ha coinvolto Malen contro il Como, punito invece con il rosso.

L’episodio del big match di giornata è chiaro: gamba destra tesa, piede a martello, intervento che mette a repentaglio l’incolumità di Kaiki. Fischio ineccepibile. Se non fosse che poche ore più tardi un altro arbitro (Pairetto) considera da giallo un’entrata di El Azzouzi ai danni di N’Dri: minore vigoria ma punto di impatto più elevato. Una dinamica molto simile, che però ha portato a due decisioni differenti.

Nessun processo ai due arbitri: ma qualche miglioramento va fatto

Importante sottolineare come questo non sia un processo ai due arbitri in questione, ma semplicemente un’analisi di una problematica (la mancanza di uniformità) che in Serie A sta andando per la maggiore.

Gli arbitri, come è normale che sia, possono anche sbagliare, il problema sorge nel momento in cui all’interno del sistema si annida una discontinuità del metro del giudizio, capace di trasformare episodi dalle dinamiche simili in verdetti diametralmente opposti, alimentando ulteriormente una confusione già dilagante.